Inter, è notte fonda: Benitez rischia grosso

Era dal 2004, gestione Mancini, che l’Inter non rimaneva più di 4 partite senza vincere. Ed era da 4 partite che il Chievo non segnava. Ieri, entrambi i tabù sono stati sfatati.

La squadra di Benitez non ha saputo reagire al gol di Pelissier al 28’ del primo tempo (quinto gol ai nerazzurri per lui), facendosi trovare sistematicamente scoperta su ogni contropiede avversario. Il raddoppio di Moscardelli, entrato nella ripresa proprio al posto di Pelissier, è stata un’inevitabile conseguenza della scarsa forma dei nerazzurri.

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L’Inter è imprecisa, Stankovic e Cambiasso sbagliano anche i passaggi più semplici. Gli uomini di Pioli invece giocano bene, pressano alto e non fanno ragionare Sneijder, ancora una giornata no per lui. Pandev si mangia un altro gol, come quello di Lecce, dopo aver saltato Sorrentino tira di destro e centra il palo. Biabiany è più che mai evanescente sulla fascia sinistra.

L’unico che ci mette grinta è Lucio, imperioso nelle uscite difensive e nelle sue personalissime incursioni. Sono stati 90’ in cui la squadra nerazzurra ha mostrato quella mancanza di carattere che l’aveva portata ai trionfi della scorsa stagione. E si è rivelata piuttosto nervosa, vedi la testata che Eto’o rifila a Cesar, un po’ simile a quella famosa di Zidane a Materazzi. Il camerunense era stato precedentemente provocato dal difensore gialloblu, ma non è giustificabile il gesto che sarà certamente punito con la prova tv (3 giornate minimo).

Nel Chievo brillano un po’ tutti, ma la prova di Constant, Pelissier e Moscardelli è da sottolineare. Sono loro a mettere maggiormente in difficoltà i difensori nerazzurri, soprattutto quando recuperano palla a centrocampo.

L’immagine di questa Inter sta tutta nelle sostituzioni che Benitez è costretto a fare nella ripresa: Nwankwo per Cambiasso, Alibec, classe ’91, per Biabiany, e addirittura Mancini per Stankovic. Da questo si capisce quanto siano limitati i nerazzurri, con più di 11 infortunati, e con quelli che vanno in campo che ci mettono davvero poca voglia.

Martedi c’è il secondo esame, fondamentale per Benitez e non solo. E se andrà male ci sarà da dichiarare fallimento e ripartire da zero. Ancora una volta l’allenatore spagnolo non si è dimostrato capace nel motivare la squadra, e si è detto soddisfatto della prestazione dei suoi soprattutto nella ripresa: “Nessuno è contento, ma posso dire che i giocatori hanno lavorato tanto ed hanno offerto una bella reazione nel secondo tempo su un campo difficile. Ci è mancato il gol in un paio di occasioni, loro poi hanno segnato in contropiede, ma l’atteggiamento e lo sforzo dell’Inter c’era: quando si perde una partita però non posso dire nient’altro. Qualcosa di positivo? Sì, la reazione dei ragazzi su questo terreno di gioco “, certo, Sorrentino ha parato di tutto, ma la reazione e il carattere li ha visti soltanto Benitez, il che è preoccupante.

Molto più diretto l’ex d.s. Claudio Nassi, che da tutta la colpa al tecnico e alla società per la vicenda Oriali: ” E’ stato gravissimo aver allontanato Oriali dalla società, è un grande equilibratore e ha sempre fatto benissimo, in una parola era necessario. Un rilancio si può sempre sperare, ma non so come si possa superare queste difficoltà. Mancano le motivazioni in questa squadra e la colpa è del tecnico: tutti i più grandi dirigenti dello sport italiano mi hanno sempre detto che, quando si doveva scegliere un allenatore, si guarda l’aspetto psicologico, se è un grande motivatore. Evidentemente Benitez non lo è e quindi l’unica soluzione è cambiare ”.

L’unica nota positiva, ma forse neanche tanto, è che Eto’o c’è. A partita praticamente finita, il re leone riapre un filo di speranza con uno dei suoi gol: salta mezza difesa e insacca all’angolino. Il numero 9 nerazzurro ha parlato così nel dopo gara, “ Prometto che risorgeremo,adesso dobbiamo vincere una gara importante, quella di mercoledì contro il Twente: se lo faremo, saremo sicuri di passare il turno e potremo rilassarci un po’. Benitez? Qui in Italia cambia tutto in una settimana, si può passare dall’essere fenomeni all’essere molto scarsi…” . La squadra ha segnato 14 gol finora in campionato, e di questi ben 9 li ha segnati lui.

Ma ormai, a questa Inter, Eto’o non basta più. C’è bisogno di cambiare marcia, e subito.

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