Punto tecnico sulla Roma: la disfatta dell’impero romano. Adriano, prove di addio?

La non accorcia le distanze dalla cima della classifica, anzi: la formazione di Ranieri esce sconfitta da Palermo, dove, nel posticipo della 14.a giornata, è stata battuta per 3-1 dalla squadra siciliana. Buon inizio giallorosso, poi solo i rosanero, in vantaggio al 20′ con Miccoli e padroni nella ripresa, quando chiudono i conti con i gol di Ilicic (migliore in campo) al 61′ e di Nocerino al 65′. Inutile, al 92′, la rete di Totti.

La partita

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Anti Milan? Vi prego, passiamo avanti. La Roma di Ranieri ancora non è quella squadra che può dar fastidio allo strapotere fisico e non solo della banda di Allegri. La Roma perde 3 a 1 a Palermo e viene ributtata indietro in classifica, accantonando così sogni, ambizioni e dichiarazioni dell’ambiente giallorosso.

L’inizio della partita sicuramente prometteva altro, la Roma ringhia e va anche “vicina” al gol con Riise. Finita la sfuriata, di circa 10 minuti, è solo Palermo. La Roma in difesa traballa, dietro stasera qualcosa non funziona e lo si capisce quando Ilicic e Miccoli sono rispettivamente liberissimi di stoppare, alzare la testa e colpire rispettivamente in fase di assist e gol.  Il tutto in piena area, con la difesa romanista piazzata. Un 1-0 troppo facile. Finisce cosi il primo tempo, con maglie rosanero che spuntano ovunque davanti agl’occhi dei giocatori della Roma. Al quarto d’ora, il raddoppio di Ilicic, oltre a premiare il migliore tra i rosa, esemplifica la nottataccia della difesa di Ranieri e dà il via al naufragio. Cassetti, Méxes, Juan sono belle statuine sull’azione del 2-0: palla a terra, sovrapposizione di Balzaretti, sguardo in mezzo all’area per vedere che fa Ilicic e palla solo da buttare in rete. Passano neanche 4 minuti e un contropiede micidiale del Palermo porta il 3 a 0 con gol di Nocerino. Il resta è pura accademia rosanero, fermata al 92’ dal gol del Capitano, ma che non riesce a salvare la faccia alla Roma. Quest’ultimo, proprio con il conto alla rovescia già in atto, trova con un destro da posizione decentrata il primo gol su azione del suo campionato. Momento tanto atteso dai romanisti, ma non certo in una situazione del genere. Il tentativo di revival della Grande Rimonta dello scorso campionato si interrompe qui, per la Roma. Staremo a vedere se è solo la fine del primo tempo o proprio quella del film.

Pagelle

Roma (4-3-1-2): Julio Sergio 5,5; Cassetti 4, Méxes 5,5, Juan 5, Riise 5; De Rossi 5, Pizarro 5 (16′ st Baptista 5), Simplicio 5; Menez 5 (24′ st Cicinho 5); Totti 5, Borriello 5,5. A disp.: Lobont, G.Burdisso, Castellini, Brighi, Rosi. All.: Ranieri. 5

Ranieri: ci riprenderemo”

Claudio Ranieri è convinto che i giallorossi si riprenderanno. “Abbiamo rivisto la partita, sappiamo dove abbiamo sbagliato e quali errori abbiamo commesso. La forza di questa squadra è quella di sapersi rialzare quando cade, al di là del risultato”, ha detto. “Io sono d’accordo quando si parla di migliorare la squadra. Sta a noi mettercela tutta, la squadra c’è. Nel primo tempo con il Palermo abbiamo fatto una buona gara, nella ripresa però abbiamo sbagliato e subito troppo il loro contropiede”, ha aggiunto Ranieri. In generale, la Roma ha confermato le difficoltà lontano dall’Olimpico: “Fuori casa non riusciamo ad avere continuità di risultati, mentre in casa andiamo molto bene. Vogliamo invertire il trend in trasferta, dobbiamo giocare due gare difficili lontano da Roma, contro il Chievo e contro il Cluj. Vogliamo dare il massimo per vincere”.

John Arne Riise, però, invita i compagni a dare di più “Il campionato è lungo e aperto. Il Milan adesso è la squadra piu’ forte, ma mancano ancora tante partite.Tutti devono correre di più, io per primo devo fare di più per la squadra. Ora dobbiamo trovare la grinta e l’aggressività giuste per la partita con il Chievo.”

: prove di addio?

“Ronaldo mi ha chiamato, è vero, ma gli ho detto che ho un contratto fino al 2013. Non voglio lasciare Roma così come ho fatto con l’Inter. Se devo tornare in Brasile ci deve essere un accordo tra i due club. Non è necessario arrivare al 2013 se il club non mi vuole più. Quello che voglio è giocare di nuovo. L’allenatore mi mette solo nel secondo tempo. E’ da molto che non gioco una partita intera e non so se sono nei suoi progetti. Sto bene fisicamente, ma non sono più un ragazzo, non posso perdere molto tempo perché gli anni passano” ha detto Adriano in un’intervista alla rubrica “Ritratti di vita” del giornale “Extra”.

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