NBA, Utah Jazz: una settimana da sogno a Est

Dal nostro inviato per gli Stefano Megna, è con molto piacere che vi presento il primo pezzo su quest’ennesima squadra NBA.

Buona lettura.

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L’inizio di stagione dei Jazz è stato tutt’altro che agevole.
Rotto l’asse portante della squadra (quello tra booz e d-will), persi nel
mercato dei FA il miglior tiratore della squadra (korver) e il miglior
difensore (wes matthews), col nostro lungo più versatile out (okur we miss u),
ci restavano solo alcuni punti fermi: capitan Deron, il coach Sloan e l’ormai
starter Millsap.

I Jazz iniziano pieni di dubbi il viaggio nella Eastern Conference e di certo
la prospettiva di incontrare il trio delle (presunte) meraviglie a Miami è poco
confortante: wade-lbj-bosh sembrano una condanna alla sconfitta per la squadra
di SLC.
Accade però che un ragazzo, vedendo i Jazz sotto nell’ultimo periodo della
partita, pronunci la frase che meglio rappresenta il gioco, ossia ”Where
amazing happens”.Lo slogan è scandito e messo in atto da Miss Bettye’s son.
Il figlio della signora Bettye decide che è la serata giusta per fare un
dispetto ai tre fenomeni di Miami, si infila la casacca numero 24 e cosa fa?
Semplice, 11 punti in 28 secondi nel quarto periodo, 3/3 da dietro l’arco,
career high di 46 punti e tanti saluti agli Heat destinati all’anello.
Ormai avete capito che il figlio della signora Bettye è l’ala grande dei Jazz,
ossia Paul Millsap. Per i compagni di squadra, semplicemente il figlio di
Bettye.
Grazie ad un OT e una prestazione da urlo, Millsap regala alla squadra (e a
mamma) una notte da favola, una vittoria insperata e un nuovo inizio ai Jazz:
Miami Heat – utah Jazz 114-116 dts

Il tour ad Est è appena iniziato e prosegue in Florida il giorno seguente,
stavolta ad Orlando.
Wow…i Jazz saranno stanchi dall’OT di ieri ,se Al Jefferson non si sveglia e
continua a giocare male, Dwight Howard se lo mangia a colazione…sembra esserci
una sconfitta in vista per Utah.
Cosa succede durante la partita?Howard viene limitato dai falli che commette,
si ferma a 14 punti e 9 rimbalzi, mentre Al Jefferson si toglie le ciabatte e
mette a referto 21 punti e 8 rebsA cavallo degli ultimi due periodi i Jazz
mettono un parziale di 24-2 e rimontano clamorosamente anche i Magics,
Jefferson mette 9 pts in 3 minuti e Deron chiude il conto con 6/6 dai liberi.”
Al was Al toh night”, saranno le parole del figlio di Bettye nel post partita:
Orlando Magic – Utah Jazz 94-104

Altra tappa durissima, Atlanta, altra squadra da PO ad Est
I Jazz sono carichi a molla dopo le due vittorie in rimonta su due big come
Miami e Orlando, ma la stanchezza e la terza partita lontano da casa pesano.
Per gli Hawks ritorna in campo Marvin Williams, JJ e compagni vogliono la
vittoria e anche alla Philips Arena i Jazz sono sotto all’inizio dell’ultimo
parziale, difficile recuperare il -11 dopo i liberi di Powell.
Eppure la squadra lotta e difende, AK47 mette la tripla del pari, poi (guarda
un po’ chi si rivede) tocca a Deron e Millsap dare ancora la svolta positiva
per i ragazzi di Sloan: Atlanta Hawks – Utah Jazz 86-90

Una sola notte di riposo e altro match, direzione NC, Charlotte.
I Jazz sono soddisfatti a prescindere dal trittico di vittorie contro ottime
squadre, le energie sia fisiche che mentali però sono sempre minori.
Il primo quarto infatti è durissimo per Deron & co, che accusano subito un
-15, con un Nazr Mohammed super per i Bobcats. Ma Sloan e ragazzi non mollano,
lottano corrono e mettono punti su punti, Al Jefferson mette il canestro del -1
a 45 secondi dalla fine della partita. DJ Augustin ha il possesso che può
chiudere la partita, penetra ma viene stoppato da una gran difesa di capitan d-
will.
Il tiro della partita è proprio nella mani di Deron, 8 decimi alla fine della
partita: canestro! Charlotte Bobcats – Utah Jazz 95-96

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