Punto tecnico Juve: Vittoria importante, ma l’emergenza continua

Ripescare Grosso e Salihamidzic, puntare su Sorensen, Buchel, Boniperti e Giandonato, la querelle con Gigi Buffon e i nuovi problemi per Krasic, Felipe Melo e Legrottaglie.

Se questa non è emergenza o qualsiasi sinonimo affine al termine..

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Fuori mezza squadra per infortunio, Delneri è costretto a sospendere gli esperimenti e, paradossalmente, a sperimentare qualcosa di nuovo, mandando in campo dei desaparecidi e ricorrendo ai Primavera sia per l’Europa League, sia per il campionato: logico quindi cheil tentativo di trarre indicazioni utili sia dal pareggio scialbo contro il Salisburgo, sia dalla vittoria contro il Cesena di Ficcadenti non sia poi così proficuo ed efficace.

L’assetto difensivo senza Chiellini e Legrottaglie e con Bonucci a guidare l’inesperto Sorensen ha vacillato a più riprese contro il movimento di Bogdani e la velocità di Jimenez, Schelotto e Giaccherini sul cui asse nasce il primo goal: le numerose imprecisioni del reparto arretrato non sono state certo agevolate dal ruolo degli esterni, con Motta ormai prigioniero di un’involuzione senza fine e Grosso troppo fuori condizione per garantire un rendimento all’altezza.

Fortunatamente, ci ha messo del suo il Cesena, con il rigore, non limpidissimo ma ampiamente fischiabile, e con l’espulsione di Pellegrino, al secondo giallo dopo un intervento su Pepe lanciato in contropiede: in superiorità numerica la partita cambia, Ficcadenti toglie Schelotto per coprire la difesa con Benalouane, mentre la Juve cresce soprattutto grazie all’impulso di un centrocampo dinamico e ai tempi di gioco offensivi calibrati in maniera ottimale.

Il sorpasso, firmato Del Piero-Quagliarella, porta con sè un secondo tempo tutto sommato tranquillo, in cui cresce anche il rendimento della difesa, nonostante un Cesena non certo arrendevole, e in cui anche Momo Sissoko, pessimo nelle recenti apparizioni, riesce a ritagliarsi un’ampia sufficienza. Dolente nota – con Delneri non esente da colpe – la ricaduta all’affaticamento muscolare a Felipe Melo, lanciato nella mischia a metà del secondo tempo: si poteva e si doveva risparmiarlo, con la partita su quel punteggio e con un centrocampo che fino a lì aveva offerto garanzie adeguate.

La fase offensiva lancia un segnale importante in vista dei futuri appuntamenti che attendono questa Juve: Milos Krasic non è fondamentale se tutto l’attacco si muove a tempo e se gli inserimenti di Aquilani e Marchisio compensano la mancanza delle folate del serbo sulle fasce.
L’ingresso e l’immediato ritorno al goal di Vincenzo Iaquinta certificano ulteriormente la compattezza dalla cintola in su e il progresso nei meccanismi del gioco di Delneri: al tecnico di Aquileia vanno grossi meriti nei miglioramenti messi in mostra dalla Juve, in cui trovare la rete e produrre occasioni da goal sembra diventato davvero facile, tranne in Europa League.

Passando ai singoli, ecco le pagelle di :

Storari 6: Partita senza infamia nè lode. La difesa improvvisata espone il portiere agli attacchi del Cesena nella prima fase di gara, ma goal a parte non abbiamo momenti di incertezza da colui che, visti i battibecchi con Buffon, si candida a ricoprire il ruolo di titolare anche per il futuro prossimo.

Motta 5: Patisce oltremodo la verve di Giaccherini e dalla sua parte il Cesena costruisce le occasioni migliori. La sensazione è che, senza una crescita a livello di attenzione e a livello di gestione psicologica della gara, non riusciremo mai a vedergli fare una gara ampiamente sufficiente e senza sbavature.
Bonucci 6.5: La strana coppia con Sorensen vive sbalzi d’umore per tutto il primo tempo, ma può tirare un sospiro di sollievo nella ripresa. Con la superiorità numerica cresce di tono anche la prestazione del centrale ex Bari, per la prima volta nel ruolo di comandare il reparto in assenza di Chiellini e Legrottaglie. Il rendimento positivo di Sorensen nel secondo tempo è anche e soprattutto merito della sua guardia vigile ed attenta.
Sorensen 6: Incertezze e titubanze sono all’ordine del giorno per un Primavera trapiantato all’improvviso in un campo da Serie A. Migliora alla distanza, non solo dal punto di vista difensivo ma anche dal punto di vista tecnico nel gestire il pallone in fase di impostazione.
Grosso 6: Vedi sopra. Partenza con il fiato corto, contro le frecce del Cesena, ripresa più tranquilla, con il lusso di qualche sortita offensiva condita da un colpo di testa che rischia di regalargli la prima gioia stagionale. Ritorno nel complesso positivo e necessario a causa dei numerosi infortuni nel reparto arretrato bianconero.

Pepe 6: Anche le sue azioni sono in risalita. Dopo le opache prestazioni degli ultimi tempi, arriva finalmente una gara sufficiente, in linea con l’andamento del resto della squadra. Primo tempo di ordinaria amministrazione e secondo tempo con maggiori iniziative di personalità: con Krasic e Martinez fuori causa, l’intera fase di corsa sugli esterni della Juve dovrà poggiare sulle sue gambe. Necessario quindi dare continuità.
Sissoko 6.5: La piovra nera, con accanto Alberto Aquilani, è libera di dimenare i propri tentacoli per calamitare ogni pallone graviti nella sua zona di competenza. Se limitato a compiti di interdizione svolge in maniera ampiamente sufficiente il proprio dovere, mentre in fase di inserimento e di impostazione è senz’altro ancora troppo confusionario e impulsivo.
Aquilani 7: Metronomo di grande precisione, qualità e continuità nell’arco dei 90 minuti e apporto costante ad entrambe le fasi del gioco bianconero. Prestazione completa del ritrovato Alberto, che dimostra una volta di più come senza infortuni possa essere il pilastro di una squadra di vertice e che rilancia prepotentemente le proprie quotazioni per un posto fisso in Nazionale.
Marchisio 7: Moto perpetuo del centrocampo. Le sue iniziative in fase d’attacco propiziano le occasioni di maggiori pericolosità: dai suoi piedi nasce il goal di Quagliarella. Dà equilibrio all’intero reparto non facendo mai mancare il proprio apporto dinamico e di corsa: fondamentale per il nuovo modulo introdotto da Delneri.

Del Piero 6.5: Il Capitano continua a segnare, seppur dal dischetto, e il goal nobilita una prestazione comunque sufficiente, all’altezza della situazione. I centrali del Cesena sono lenti e spesso fuori posizione e la sua esperienza e voglia di rivincita agevola l’intero reparto offensvio.
Quagliarella 7: La scheggia impazzita dell’attacco bianconero, croce e delizia dell’anarchia. Si muove tantissimo e lungo tutto il fronte d’attacco, realizza un altro grande goal di testa e crea sempre i presupposti per azioni pericolose. Quando è in partita è sempre il migliore tra le punte bianconere, quando è fuori partita è un’insufficienza costante: contro il Cesena, fortunatamente, l’opzione vincente è la prima.

Iaquinta 6.5: Entra e va in rete. Con Amauri ai box ma pronto a rientrare si gioca il posto nella rotazione delle prime punte. Deve necessariamente dare di più per non finire sul banco degli imputati quando a gennaio si deciderà se occorrerà o meno intervenire sull’attacco, con un bomber da 20 goal e dal rendimento più costante.
Felipe Melo s.v.
Salihamidzic s.v.

Delneri 6.5: Unico neo, l’inserimento di un Felipe Melo condizionato da problemi fisici già alla vigilia. Per il resto, la compattezza, i ruoli ben definiti, l’assetto offensivo e difensivo e il ritrovato equilibrio sono tutte medaglie al valore del tecnico, sempre più padrone di questa squadra.

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