Bari-Milan 2-3. Il riscatto del centrocampo

Dal nostro corrispondente dal pianeta Milan Enrico Fraviga

Bari-Milan 2-3. Il riscatto del centrocampo

Pirlo Ronaldinho e Pato in panchina a Bari dimostrano che Allegri ha la squadra in mano e che la squadra lo segue; è questa la notizia migliore che arriva da Bari dove il Milan passa con un’ottima prestazione ma non resta indenne dalle solite “amnesie” che costano due reti sulle uniche due conclusioni in porta dei pugliesi.

Quello che nella scorsa stagione, proprio al momento decisivo, era mancato è stata proprio la scarsa profondità della panchina; il Milan 2010/2011 può permettersi la panchina di cui sopra e soprattutto può permettersi un centrocampo completamente diverso da quello visto a metà settimana in Champions; ed è proprio il centrocampo a confezionare con Ambrosini e Flamini la vittoria del Milan. Due parole sul francese vale la pena di spenderle dopo una prova ad altissimi livelli, la migliore da quando è al Milan, coronata da un paio di inserimenti in area uno dei quali regala alla squadra il doppio vantaggio; per la prima volta si è visto un giocatore ordinato, cattivo al punto giusto (la notizia è che non solo non è stato ammonito ma non ci è nemmeno andato vicino) e utilissimo sia in fase d’incontro che di costruzione. Se aggiungiamo un Ambrosini che appare completamente recuperato un pizzico di ottimismo è d’obbligo.

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Certo, si dirà, a ragione, che il Bari è forse la squadra più “semplice” da affrontare in questo momento; gioca stando molto larga, non ha paura di fare salire gli uomini è dotata di fantasisti d’avanti che hanno la tendenza a rientrare poco… se aggiungiamo che ieri era anche priva di uomini importanti il quadretto è completo. E allora dobbiamo per forza di cose parlare dei gol sbagliati dal Milan (Robinho addirittura clamoroso) e della solita mancanza di cattiveria che sembra essere nel DNA di questa squadra; non solo al momento di tirare in porta, ma anche in alcune fasi di possesso. Tra Juve, Real Madrid e Bari (squadre molto diverse fra loro) il Milan ha preso due gol a partita: o ne ha segnati 3, oppure la partita non l’ha portata a casa; se si vuole vincere il campionato questo deve cambiare.

L’infortunio di Antonini sembra aver decisamente lanciato Abate nel ruolo di terzino destro; dopo la prova complicatissima di Champions è seguita una prestazione importante per puntualità e sicurezza, il ragazzo sembra prendere confidenza con un ruolo che non è il suo ma chissamai che non possa diventarlo.

Dinho in panchina è stato inquadrato un paio di volte dalle telecamere mentre seguiva il gioco con partecipazione. Mercoledì quasi sicuramente toccherà a lui e toccherà a lui dimostrare di essere pronto in un momento in cui le alternative ci sono; Allegri ha capito che il risultato di questa stagione dipende anche dal non lasciare nessuno indietro e mettere in campo chi dimostra di essere utile alla causa. Inzaghi docet.

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