NBA Italian Time: Gallinari si riprende la sua New York

Non può che essere per Danilo Gallinari il titolo del nostro secondo appuntamento con il punto sugli Italiani in NBA: dopo un avvio di stagione nettamente al di sotto delle aspettative, condizionato con ogni probabilità dall’infortunio al polso e da tutto il giro di voci che vedevano (e vedono) la dirigenza Knicks pronta a spedirlo a Denver pur di avere Carmelo Anthony, l’ex Armani Jeans Milano ha avuto un sussulto d’orgoglio inanellando prestazioni convincenti. Continua la serie di alti e bassi per Marco Belinelli, sempre titolare nei sorprendenti e imbattuti New Orleans Hornets, mentre cresce Andrea Bargnani, in contrapposizione con l’affondare sempre più in profondità dei suoi Toronto Raptors.

Danilo Gallinari – New York Knicks (L @ BOS 101-105, L vs. POR 95-100, W @ CHI 120-112, W vs. WAS 112-91)

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Dai 4 punti del Boston Garden fino al 24 di Chicago e ai 16 contro Washington: pur rimanendo sempre un’opzione di contorno nel gioco dei Knicks, dipendente dall’asse playmaker-lungo tra Amar’e Stoudemire e il duo Felton-Douglas, con quest’ultimo strepitoso e trascinatore nella striscia di 2W consecutive, Gallinari ha ritrovato soprattutto mentalmente l’intensità adeguata ad un palco scenico come il Madison Square Garden. La rinascita di Danilo coincide con il miglioramento netto delle percentuali al tiro dalla lunga distanza: il 4/4 messo a referto contro i Bulls e il 4/9 contro i Wizards segnano un cambio di registro rispetto al 2/11 delle restanti gare disputate. A beneficiarne è ovviamente l’intera squadra, che può contare sulla presenza interna di Stoudemire per aprire il campo ai propri tiratori: in quest’ottica possiamo leggere anche le tante palle perse del numero 1 ex Phoenix Suns, vero e proprio catalizzatore di gioco e poco adatto ad una oculata distribuzione dal post alto/basso.

Possiamo ancora recriminare parzialmente per la selezione dei tiri di New York nelle varie fasi di gara, con Gallinari molto coinvolto soprattutto nei primi due quarti e ridotto ad essere uno spettatore non pagante nelle fasi calde di gara: nella vittoria contro Chicago, 21 dei 24 punti dell’ala piccola azzurra sono arrivati prima dell’intervallo, con due jumper tentati e falliti nel terzo periodo e soltanto una tripla, mandata a bersaglio, nel quarto e decisivo parziale. Storia analoga anche contro Washington, con un ottimo terzo quarto a portare Danilo oltre la doppia cifra e gli ultimi 12′ con a referto un 1/2 da 3 punti. 

In ogni caso, a certificare ulteriormente la crescita di Gallinari è il minutaggio concessogli da coach Mike D’Antoni: a dispetto di un mese di ottobre vissuto a cavallo dei 20 minuti per gara, questo inizio di novembre ha portato 35 mpg, praticamente stesso impiego del leader Stoudemire. Il banco di prova che attende Gallinari in vista dei prossimi appuntamenti è ovviamente la continuità, croce e delizia per ogni tiratore puro: aumentare la varietà di soluzioni al proprio arco potrebbe rendere ancora più imprevedibile e quindi efficace il gioco di Gallinari, potenzialmente in grado di attaccare da ogni zona del campo, che deve necessariamente porsi come obiettivo quello di diventare un leader della squadra e non un giocatore da metà partita.

Statistiche:

MESE G MPG FG% 3P% FT% OFF RPG APG SPG BPG PPG
OTTOBRE 3  20.0  20.8%  18.2%  100%  0.0  3.0  0.7  0.3  0.3 6.0 
NOVEMBRE  2  35.0  54.2%  61.5%  85.7%  2.0  5.0  1.5  1.0  1.5  20.0

Andrea Bargnani – Toronto Raptors (W vs. CLE 101-81, L @ SAC 108-111, L @ UTA 108-125, L @ LAL 103-108)

Pur con i Toronto Raptors condannati dalla “sindrome del 108” (ultime tre sconfitte consecutive di cui due con 108 punti segnati e una con i medesimi subiti), Andrea Bargnani rimane sostanzialmente stazionario nel suo rendimento in campo: prima del ko nella notte al cospetto di un Pau Gasol formato MVP e premiato come giocatore della settimana, 4 prestazioni sopra i 20 punti per Il Mago, preciso dalla lunga distanza e sempre più a suo agio nel prendersi le proprie responsabilità anche nel pitturato. Erano 25 le triple tentate (di cui 13 mandate a bersaglio) dall’attuale uomo franchigia Raptors dopo 5 gare nella stagione 2009: oggi siamo a 8-14, segno evidente che una maggior maturità, un’estate passata a fare il centro in pianta stabile e l’assenza a occupare il pitturato di Chris Bosh, passato a Miami, hanno liberato il gioco offensivo di Bargnani, in grado finalmente di mostrare appieno la propria versatilità.

Nella sanguinosa sconfitta contro Sacramento, sono stati 7 i punti di Bargnani nel quarto periodo, con la tripla che a 50” dalla fine sembrava aver rimesso Toronto nella giusta direzione verso la vittoria: pur con un gioco incentrato prevalentemente sulle penetrazioni di Kleiza e Barbosa, è significativo che Andrea inizi a chiamare palla anche nelle fasi concitate di gara, quelle che nelle stagioni passate lo vedevano costantemente relegato ad un ruolo di comparsa, confermando i progressi nell’affermarsi come leader a 360°, sia dal punto di vista realizzativo che del carisma.

Progetto senz’altro in corso d’opera, pur di lenta realizzazione, e che prevede senza ombra di dubbio un netto miglioramento in quello che per ora è uno dei voti più bassi sulla pagella del Mago: i rimbalzi rimangono una dolente nota, con la media che supera di poco i 4 rimbalzi per gara a rendere Bargnani uno dei centri titolari meno efficaci della lega in questo fondamentale, scavalcato in classifica anche da numerose guardie e da alcuni playmaker. L’attitudine difensiva dimostrata in certe occasioni (ottimo contro Cousins nella partita di Sacramento, meno contro Lakers e Jazz) non viene dunque bilanciata da una sensibile crescita a rimbalzo, dove invece brilla il collega di reparto Reggie Evans (più del triplo dei rimbalzi di Bargnani pur con meno minutaggio) e dove perfino la riserva Amir Johnson (che raggiunge poco meno di 15 minuti di media) riesce a produrre un rendimento migliore.

Statistiche:

MESE G MPG FG% 3P% FT% OFF RPG APG SPG BPG PPG
OTTOBRE 2  32.5  44.1%  66.7%  76.9%  0.5 3.5  1.0  0.0 1.5 21.0 
NOVEMBRE 3  36.7  46.9%  54.5% 88.9%  1.7 4.7  1.7  0.7 1.7 22.7

Marco Belinelli – New Orleans Hornets (W vs. DEN 101-95, W @ SAS 99-90, W @ HOU 197-99, W vs. MIA 96-93)

Vera e propria sorpresa di inizio stagione, con tanto di successo ai danni del Dream Team Miami Heat nella notte, gli Hornets di Marco Belinelli sembrano davvero non avere limiti: la guardia ex Fortitudo prosegue con il suo sali-scendi ormai abituale, con grandi prestazioni intervallate da momenti di sbandamento totale e di assenza dalla partita. 18 punti all’esordio stagionale, cui ne sono seguiti 5 con Denver e poi 3 con San Antonio, altri 18 contro Houston e poi 8 – pur positivi – contro gli Heat: ciò nonostante, a Belinelli sinora non è mai mancata la fiducia di coach Monty Williams, con posto stabile in quintetto base e un minutaggio che anche nelle partite con rendimento negativo non è mai sceso sotto i 20 minuti.

New Orleans vola, seguendo il proprio leader Chris Paul, playmaker in grado di mettere in ritmo qualsiasi giocatore con qualsiasi caratteristica: in questi Hornets non mancano dunque le grandi prestazioni, sia che vengano dai titolari, sia che vengano dalla panchina, su cui siedono Willie Green e Marcus Thornton pronti ad artigliare con le unghie lo spot del Beli. La distribuzione offensiva equilibrata, quindi, può essere una spiegazione agli alti e bassi di Belinelli, tiratore puro, che con pochi tiri a disposizione rischia spesso di finire fuori giri: è calibrato alla perfezione il gioco offensivo di Monty Williams, senza eccedere mai nel numero di tiri per ciascun giocatore. Già detto infatti dei 15 tentativi di Belinelli nel successo nell’opening contro i Bucks, le maggiori responsabilità sono toccate a Paul e West contro Denver (14 e 13 tiri tentati) e contro San Antonio (17 e 15), cui si è aggiunto ancora Belinelli contro i Rockets (12 per l’azzurro e Paul, 14 per West), per finire con i 13 del trio Paul, Okafor – strepitoso con 12 canestri e 26 punti a tabellone – e Ariza.

Convivere con un sistema di gioco di questo tipo può risultare difficoltoso per un giocatore anarchico per definizione, ma potrebbe anche rivelarsi una grande carta vincente lungo l’arco di tutta la stagione: se nei suoi “alti” Belinelli può brillare di luce propria, con i compagni in ritmo anche i suoi “bassi” possono essere mascherati – come in parte visto contro Miami – da altri fondamentali, quali l’applicazione difensiva e il passaggio, qualora anche a Paul tocchi sobbarcarsi maggiori oneri realizzativi.

Statistiche:

MESE G MPG FG% 3P% FT% OFF RPG APG SPG BPG PPG
OTTOBRE 3 27.3 33.3% 30.0% 100%  0.0 2.7 2.0 0.7 0.3 8.7
NOVEMBRE 2 28.0 52.6% 44.4% 66.7% 0.0 1.0 2.0 0.0 0.0 13.0
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