Roma, non ti resta altro che metterti le mani nei capelli

Punto tecnico sulla Roma di Paolo Gorla

La Roma perde anche a Napoli, nonostante sia reduce da 2 vittorie consecutive la squadra di Ranieri non riesce a portare a casa la vittoria contro un Napoli grintoso e spavaldo che ha tenuto in scacco la compagine giallorossa per quasi 90 minuti.

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La partita

Portare a casa una vittoria al San Paolo non è mai facile, lo scopre oggi anche la Roma che ne esce con le ossa rotte. Vigilia di fuoco in casa giallorossa, si aspetta una vittoria per continuare il momento positivo e ammettere che la crisi è quasi finita.

Squadra ribaltata, 3-4-1-2 iniziale, Menez vince il ballottaggio con Vucinic e parte titolare, difesa a 3 con Burdisso-Juan-Cassetti e Cicinho-Riise spostati a centrocampo sulle fasce, Pizarro- De Rossi centrali e davanti la coppia Totti-Borriello.

Sembra partire bene la Roma, ma è un fuoco di paglia, al quinto minuto sono subito i partenopei a rendersi pericolosi con la conclusione di Hamsik deviata da Lobont. Al decimo ancora Napoli, Lavezzi indemoniato continua a far su e giu per la fascia, salta Cassetti e poi Juan fino a concludere tra le braccia di Lobont. La Roma prova a reagire, scambi veloci tra Riise-Totti-Borriello, il norvegese va al cross ma Cannavaro è bravo ad anticipare Borriello e deviare in angolo. Roma comunque pericolosa. Al 26esimo ancora Roma, Cicinho pesca in area Riise che completamente solo mando il pallone sopra la traversa difesa da De Sanctis, Roma vicina al gol, Riise si dispera. La Roma sembra rivitalizzata, ma il Napoli si difende bene e fa paura quanto parte in contropiede. Si conclude cosi il primo tempo con il risultato ancora fermo sullo 0 a 0. Esce Menez ed entra Brighi, sembra che Ranieri voglia difendersi.

Nella ripresa cresce il Napoli, Lavezzi non accusa la stanchezza e ogni volta che punta Cassetti lo salta, in un’occasione il difensore giallorosso verrà anche ammonito. Rapido capovolgimento di fronte al 13esimo Roma vicinissima al gol con De Rossi ma dalla respinta parte un contropiede sull’asse Hamsik-Cavani. Il tiro dell’uruguaiano viene neutralizzato da un grandissimo Lobont. La difesa romana inizia a scricchiolare e il gol napoletano è nell’aria, al 19esimo Juan perde palla sulla trequarti ma recupera alla grande mettendo una pezza sul tiro di Cavani solo davanti a Lobont.

Cambio nella Roma al 20esimo fuori Borriello (fin li forse il migliore assieme a Lobont) e dentro Vucinic, col senno di poi sarebbe stato meglio togliere Totti, abulico per quasi tutta la partita. Da li in poi sarà solo Napoli. È il 26esimo il minuto della capitolazione giallorossa: Dossena per Hamsik, lo sloveno calcia un rigore in movimento e batte Lobont che comunque, anche in questa occasione, aveva quasi compiuto il miracolo. La Roma è distratta, stanca e svogliata, il Napoli reattivo, corre su tutti i palloni, grintoso. E infatti è ancora Napoli al 37esimo cross di Campagnaro, deviato prima da Burdisso poi da Juan, il pallone toccato per ultimo dal difensore brasiliano diventa una parabola imprendibile per Lobont. 2 a 0 e tutti a casa.

Il Napoli vince per la prima volta in questo campionato al San Paolo e la Roma, penultima si lecca le ferite, guardando i cugini biancocelesti al primo posto in classifica. Una Roma bella a tratti nel primo tempo, ma pessima nella ripresa, soccombe sotto i colpi di un ottimo Napoli cinico e veloce, davvero una bella squadra quella di Mazzarri, con Cavani e Lavezzi in forma mondiale. La difesa a 3 giallorossa non convince Burdisso e soci hanno sofferto parecchio le improvvise incursioni e le invenzioni di Hamsik, pericolo incombente ad ogni ripartenza napoletana. In attacco poi, Totti e Borriello sono sembrati sin troppo isolati e la sostituzione a fine primo tempo, fuori Menez a dentro Brighi, è servita a creare una diga a centrocampo della serie “proviamo almeno a non prenderle”. Roma difensiva e senza idee, decisamente bruttina a vedersi.

Ci sarà ancora molto da lavorare soprattutto sui movimenti senza palla e sulla condizione fisica.

Ranieri visibilmente amareggiato commenta cosi la gara nel dopopartita: “Nel primo tempo eravamo messi bene, eravamo padroni del campo poi due contropiedi del Napoli ci hanno impaurito. Non abbiamo fatto più la nostra partita e abbiamo mollato dopo il primo gol. Sapevamo sarebbe stato un anno difficile, dobbiamo lavorare.” Dobbiamo lavorare ancora molto, Mister. Sulle palle inattive, sulla tenuta fisica e soprattutto sulla condizione del Capitano giallorosso che in queste ultime apparizione è apparso stanco e senza idee. Come la sua Roma. Discutibile infatti il cambio Borriello-Vucinic e non Totti-Vucinic, poteva sembrare un affaticamento per l’attaccante napoletano che però commenta cosi la sostituzione: “”Ranieri ha detto che ero stanco? Stavo bene. Sono rimasto meravigliato ma accetto le scelte dell’allenatore” e prosegue:  “Se Ranieri ha raffreddato gli entusiasmi dicendo che dobbiamo puntare al quarto posto? Non voglio giudicare le parole del mister, un tecnico esperto che sa quello che dice, ma per me la rosa è tra le migliori in Europa e se non facciamo bene è colpa nostra” Un mea culpa per l’attaccante fresco di convocazione in Nazionale nonché ultimo dei colpevoli di questa Roma

Un’ inizio stagione da dimenticare, come pochi negli ultimi anni. Speriamo solo che la Roma riesca a trovare la forza e l’orgoglio per rialzarsi anche se la strada appare in salita.

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