Punto tecnico sulla Juve: La crisi è alle spalle

Con ancora negli occhi la bella prestazione di ieri a San Siro, tutta l’Italia bianconera può momentaneamente tirare un sospiro di sollievo. Si parlava di settimana decisiva per capire lo stato e le ambizioni di questa Juve e la squadra di Delneri non ha tradito e deluso le aspettative: vittoria in larga misura contro il Cagliari di Bisoli, pareggio sofferto ma meritato contro il City di Mancini e altra X in casa dei nerazzurri di Benitez, dominatori incontrastati degli ultimi campionati.

A dare segnali incoraggianti è soprattutto la difesa: per un Bonucci che ancora fatica a prendere il controllo delle operazioni, la partita di ieri ci consegna un Chiellini ritrovato, perfetto nella marcatura e a tratti persino efficace in fase di ripartenza. Sulle fasce, il ripescato Grygera offre garanzie difensive sufficienti per non dover temere ribaltoni contro qualsiasi avversario e il pur fragile De Ceglie risponde con personalità alle avanzate avversarie.
Coutinho ha messo a dura prova nella prima fase di gara la fase difensiva della squadra di Delneri, ma paradossalmente con l’infortunio di Biabiany e l’ingresso di Milito le cose sono migliorate: con l’argentino a fare la guerra – e a perderla quasi costantemente – con Chiellini, Eto’o è stato allontanato dalla fase calda dell’attacco, dove nella prima parte di gara era stato assolutamente travolgente, e Coutinho defilato e poco servito.

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A centrocampo, la presenza di Aquilani fornisce quella qualità necessaria per riuscire a costruire gioco senza pensare subito al lancio lungo, mentre la presenza degli scudieri Melo e Marchisio è servita ad impedire che i palloni persi sulla trequarti si trasformassero subito in contropiedi rapidi. Questo assetto tattico stride con i dettami classici di Delneri, che per l’occasione rinuncia completamente ad una fascia per concentrare tutto il gioco solo su Krasic dalla parte destra del campo: ottimo compromesso tra fase offensiva e difensiva, dopo aver visto le folate di Biabiany e Coutinho in coppa giusto tappare i buchi mettendo due interditori, due giocatori di corsa, anche per lasciare Aquilani più libero di svariare e muoversi. Unico punto rivedibile, il portatore di palla che si abbassa fino alla difesa per raccogliere il pallone da Chiellini-Bonucci: quando si è abbassato Aquilani, il gioco è sì ripartito ma in maniera lenta, con Alberto troppo arretrato e non pronto all’inserimento in fase d’attacco, anche per via di una condizione fisica da ritrovare; con Felipe Melo ad impostare invece, spesso non si è cercato l’uomo giusto, preferendo lanci lunghi su cui Iaquinta e Quagliarella sono stati sempre o quasi anticipati.

Negativa la prestazione dei due attaccati: con Del Piero in panchina e Amauri infortunato, la coppia ex-Udinese Iaquinta-Quagliarella è spesso confusionaria nei movimenti, con entrambi dalla stessa parte e poco propensi al gioco in velocità tra di loro. Con ogni probabilità, con Amauri disponibile Delneri avrebbe optato per tutt’altro schieramento, con Iaquinta a girare intorno all’ariete italo-brasiliano: l’impressione è che a questa Juve serva necessariamente un giocatore di peso in grado di difendere palla e far salire la squadra prima di appoggiare sull’esterno per le iniziative di Krasic. Serve dare profondità e nè Iaquinta nè Quagliarella sono sembrati all’altezza della situazione:

Passando ai singoli, ecco la pagella di Inter-Juventus:

Storari 6.5: Impreciso ed eccessivamente timido nelle uscite, ma decisivo su Maicon.

Grygera 6: Consueta prestazione divisa tra buona difesa e inconsistente fase offensiva. Il duello con Coutinho si conclude sostanzialmente in parità, con il brasiliano meglio nella prima parte di gara a sinistra e invece il difensore ceco a prevalere nella ripresa, con cambio di fascia per entrambi.
Bonucci 5: Niente da fare anche stavolta. Irriso a più riprese da Eto’o, rischia più volte il rosso, costretto a metterci il piede per evitare che gli avversari puntino diretti verso la porta. Mai sicuro nel posizionamento e nella scelta di tempo dell’intervento, causa diverse punizioni da posizioni invitanti per un piede caldo come Wesley Sneijder. 
Chiellini 7: Architrave portante della difesa, chiude di tutto e di più, compensando anche le carenze di un Bonucci spaesato. Dalle sue parti non vi sono pericoli, con Milito contenuto a dovere. Prestazione ottima e importante punto di partenza e rilancio per una stagione cominciata così così. 
De Ceglie 6.5: Biabiany non combina assolutamente nulla e dalla sua parte non vi sono significativi pericoli. Esce dopo 45′ per far spazio a Motta, causa un probabile affaticamento muscolare.

Krasic 6.5: Pregi e difetti già visti e rivisti. Eccede nella ricerca del dribbling perdendo qualche pallone di troppo, raramente è puntuale nei ripiegamenti difensivi per aiutare Grygera e Bonucci contro il ciclone Eto’o, ma quando cambia passo e salta l’uomo crea da solo pericolosità importanti. La fase offensiva parte sempre e costantemente da sue iniziative e in molti casi è lui stesso a concludere, impegnando varie volte Julio Cesar e la difesa interista.
Aquilani 6.5: Tecnica e qualità sono già a pieno regime, manca ancora in fase di corsa e di inserimento. Non si nasconde ed è sempre nel vivo in punta di fioretto della manovra bianconera, rendendosi utile anche in fase difensiva, affondando il tackle e non tirando mai indietro la gamba. Esce stremato nel finale di gara.
Felipe Melo 6: Meno impatto sulla gara sia in fase offensiva che in fase difensiva rispetto alle precedenti esibizioni, ma si mantiene su un livello sufficiente, senza sbavature e senza i suoi proverbiali colpi di testa.
Marchisio 6: Diligente, ordinato, esegue in maniera adeguata, pur senza lodi di merito particolari, il compito di copertura e filtro affidatogli da Delneri. Esperimento che dà equilibrio e dinamismo alla squadra, pur mancando i consueti inserimenti in zona goal e la presenza nel vivo del gioco e della manovra.

Quagliarella 5: Fondamentalmente inutile. Confusionario, impulsivo, poco pronto al dialogo con i compagni: si conferma una volta di più un anarchico senza-ruolo, a metà tra prima e seconda punta, andando sovente a pestare i piedi a Iaquinta e rendendosi protagonista solo di due velleitarie conclusioni fuori dagli schemi e di un errore sotto porta lanciato a rete.
Iaquinta 5.5: Leggermente meglio del compagno di reparto solo per il gran lavoro in fase di pressing e di copertura del pallone. Annullato giustamente un suo goal per fuorigioco, è spesso in ritardo all’appuntamento con il goal in area di rigore.

Motta 6: Rileva De Ceglie disputando un secondo tempo attento soprattutto in fase difensiva. Poco presente in zona cross, non fa comunque rimpiangere il compagno di reparto.
Del Piero 5.5: Mezz’ora impalpabile per il capitano, che non lascia tracce di sè in una partita complicata dal punto di vista offensivo.
Sissoko s.v.

Delneri 6.5: Dichiara di non firmare per il pareggio ma dopo un’ottima partenza, il secondo tempo della Juve sembra rivolto ad autografare lo zero a zero e a sigillarlo in calce. Mette in campo una squadra accorta ed equilibrata, passando con pieno merito questo primo esame di maturità: forse a pieno organico si poteva rischiare qualcosa di più, ma per un progetto agli inizi sicuramente può andare bene così.

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