Punto tecnico sull’Inter: “A Roma per giocare a calcio”. Conferenza stampa di Benitez e lista dei convocati

Cari amici di Gamefox, vi proponiamo la conferenza stampa di Benitez e la lista dei convocati valida per Inter-Roma.

Rafael Benitez ha convocato 19 nerazzurri per Roma-Inter, gara valida per la 5^ giornata della serie A Tim 2010-2011 in programma domani, sabato 25 settembre 2010, allo stadio “Olimpico” di Roma, h. 20.45.

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Portieri: 1 Julio Cesar, 12 Luca Castellazzi, 21 Paolo Orlandoni;

Difensori: 2 Ivan Cordoba, 6 Lucio, 13 Maicon, 26 Cristian Chivu, 39 Davide Santon;

Centrocampisti: 5 Dejan Stankovic, 10 Wesley Sneijder, 11 Sulley Muntari, 17 MacDonald Mariga, 19 Esteban Cambiasso, 20 Joel Obi, 29 Coutinho;

Attaccanti: 9 Samuel Eto’o, 22 Diego Milito, 27 Goran Pandev, 88 Jonathan Biabiany.

Benitez, che clima si aspetta allo stadio ‘Olimpico’ anche alla luce degli errori arbitrali subito dalla Roma nella gara contro il Brescia.

“Credo che Roma-Inter possa essere un’opportunità per gli arbitri per dimostrare il proprio livello. Noi abbiamo fiducia nel loro operato e io, quando guardavo una partita dall’esterno, ho sempre visto arbitri con personalità. Roma-Inter potrà essere una buona occasione per dimostrare il loro livello, anche fuori dall’Italia quella offerta domani dalla partita dell’ “Olimpico” sarà la possibilità di dimostrare che si può far bene. Per noi, quello che conterà veramente sarà giocare a calcio e il pallone. È con questa intenzione che scenderemo in campo”.

Che cosa si sente si dire a Claudio Ranieri in questo momento così delicato per la Roma?

“Ranieri è un allenatore di qualità e credo lui abbia l’esperienza necessaria per capire come affrontare questa situazione. Gli auguro buona fortuna nel campionato, dopo la partita di domani però…”.

La Roma potrebbe sembrare più debole, ma recupera Francesco Totti e Daniele De Rossi…

“La Roma è una squadra di qualità con giocatori di qualità. Voi lo sapete meglio di me considerando l’andamento della scorsa stagione e io ho potuto vederlo lo scorso agosto in occasione della Supercoppa italiana. Per noi, sarà sicuramente una partita difficile, ma il nostro obiettivo è giocare a calcio, ma lo faremo contro una squadra di qualità e sarà sicuramente una partita interessnte per i tifosi”.

Il legame tra Benitez e i tifosi sta crescendo, ma perchè non ha saltato ai canti dei tifosi nerazzurri?

“Credo che potremo farlo alla fine del campionato, adesso è troppo presto. Se faremo le cose bene e i tifosi continueranno a sostenere la squadra con lo stesso affetto dimostrato nella gara di mercoledì, saremo tutti più contenti”.

Nella gara contro il Bari si è vista una squadra molto più corta: pressing alto e difesa più alta.

“Avevamo studiato con i giocatori come affrontare una partita difficile come quella di mercoledì contro il Bari e ci siamo trovato d’accordo per affrontarla in quel modo. Sono molto contento per loro perchè hanno capito molto bene come interpretare le mie idee, poi con la loro qualità è stato molto più facile metterle in atto. Abbiamo avuto, tutti insieme, la convinzione che quello fosse il modo giusto di stare in campo”.

Che cosa ne pensa del dibattito a distanza tra il presidente Massimo Moratti, Andrea Agnelli e Giancarlo Abete?

“Ero impegnato a preparare la partita con la Roma. Oggi mi hanno spiegato che cosa è accaduto ma, chiaramente, la mia prima preoccupazione è fare il mio lavoro’.

A Benitez hanno spiegato che cosa è Roma-Inter? Conosce l’importanza di questa partita?

“Dopo la Supercoppa italiana, sono consapevole del fatto che quella che ci aspetta domani sarà una partita difficile, ma io sono certo della qualità della mia squadra e delle sue possibilità in campo. Se ci sarà Totti, se ci saranno Riise o Pizarro, per me sono questi gli aspetti che contano, più delle considerazioni esterne’.

Ma sa quanto è stata sentita, in termini di aspettative, una partita tra Roma e Inter, soprattutto quando un incontro tra giallorossi e nerazzurri poteva decidere un campionato?

“So che non era facile, ma se noi facciamo bene in campo sarà tutto più semplice. Abbiamo molto rispetto per il nostro avversario, ma ho fiducia nelle nostre possibilità”.

Per l’Inter di Mancini e di Mourinho, Roma-Inter è stata spesso una svolta, nel senso che ha più volte costituito l’occasione per dimostrare quale tra le due squadre in campo fosse la più forte del campionato. Potrà esserlo anche domani per l’Inter di Benitez?

“Con che risultato è uscita l’Inter dallo stadio Olimpico lo scorso campionato?”

Perse 2-1.

“Ecco, questo significa che affrontare la Roma non è mai semplice. Senza dubbio, per me sarà una partita importante per la mentalità dei miei giocatori, ma in palio ci sono tre punti e non dobbiamo vederla come una gara decisiva per le sorti di tutto un campionato. Sarà un match importante, ma sono un partita giocata in più”.

Vedremo ancora un’Inter schierata con le tre punte più Sneijder?

“Perchè no..”

Dopo le due buone prestazioni dell’Inter contro Palermo e Bari, Benitez è più sereno circa quello che potrà essere il futuro della squadra o sereno lo è sempre stato?

“Ho sempre avuto fiducia in questa squadra, in un gruppo che per me ha qualità e che dovrà solo capire se è in grado di mettere in pratica tutte le idee che abbiamo a proposito del nostro gioco. Come ho detto prima, contro il Bari il gruppo era convinto della possibilità di giocare in un certo modo: i giocatori avevano la mia stessa idea e così è stato anche contro a Palermo. In questo senso, partita dopo partita, siamo sempre più vicini al punto in cui vogliamo arrivare. Vedremo se potremo dire la stessa cosa dopo la gara di domani”.

Roma, Milan e Juventus, quelle che almeno sulla carta sono le principali avversarie dell’Inter, hanno avuto un inizio di stagione alquanto altalenante…

“Sinceramente, non penso alle altre squadre. La cosa più importante è l’Inter e se noi possiamo migliorare, l’avversario più difficile sarà sempre il prossimo: oggi lo è la Roma, domani lo saranno prima al Werder Brema e poi la Juventus”.

Benitez ha avuto a che fare per un periodo con Nicolas Burdisso. Si aspettava di ritrovarlo in campo. Che idea si è fatto del giocatore?

“Il nostro è un buon rapporto. Ha lavorato da noi come un fantastico professionista, lo ha fatto molto bene, nonostante si trovasse in una situazione difficile per lui. Io posso parlare solo di questo, ma non posso esprimermi sulle sue prestazioni in campo. Fino a che stato con noi, ha fatto molto bene e il mio rapporto è stato sempre positivo. Se si parla di lui mi aspetto di parlare escluisivamente di calcio…”.

Ma dopo l’espulsione di Cagliari si aspettava di rivederlo in campo già in questa partita?

“Questo non dipende da me. Se lui è un nostro avversario, dovremo essere bravi a fare meglio di lui. Per il resto, quella relativa alla squalifica non è stata una mia decisione”

Davide Santon è abbastanza in forma per meritare la fiducia di Benitez e magari permettere a Chivu di agire al centro della difesa?

“Davide ha disputato ieri il test amichevole con la Primavera e ha giocato molto bene. Sono molto contento di lui e di tutti coloro che sono stati utilizzati perchè hanno fatto un buon lavoro con intensità e qualità. Questo è l’inizio del cammino che potrà portarlo a essere più presente in campo”.

Ha detto precedentemente che nelle vittorie contro Palermo e Bari è stato importante il patto stretto con la squadra per una difesa e un pressing più alti. Questo significa che per ogni partita c’è un progetto specifico?

“Ogni gara è diversa dall’altra. Ci sono dei particolari principi che dobbiamo cercare di rispettare quasi sempre e su questi stiamo lavorando ma, ripeto, ogni partita è diversa: può essercene una nella quale è importante fare più possesso palla e un’altra nella quale conta fare più pressing. Se possiamo cambiare questi aspetti e declinarli alle caratteristiche di ciascuna partita, significherà che la squadra è più forte”.

Si può dire che l’Inter che deve affrontare la Roma deve essere un po’ un misto tra quella che si è vista a Palermo e quella che si è vista con il Bari?

“Credo che la squadra in campo possa essere un misto tra possesso palla e pressing, ma non troppo alto. Per la partita di domani, vedremo: ieri ho lavorato seguendo i dvd, ne parlerò con il mio staff e con i giocatori per capire esattamente che cosa vogliamo fare, ma più o meno, sarà sempre un bel mix”.

L’Inter di Benitez sta prendendo forma: in questo momento a che percentuale siamo?

“Questa società e questa squadra si sono sviluppate sul grandissimo lavoro di Cuper prima e sul grandissimo lavoro di Roberto Mancini, poi, che hanno creato una squadra sempre più forte. José Mourinho ha fatto lo stesso, ha portato cinque o sei giocatori di qualità, ma credo che il lavoro su questa squadra sia stato iniziato con serietà da Cuper e Mancini e portato avanti poi con la qualità degli innesti di Mourinho. Questa non è l’Inter di Benitez, ma l’Inter dei giocatori che ne fanno parte e della società. Alla fine della stagione potremo capire se e quanto è diversa. Sono molto contento di vedere questo gruppo giocare bene come ha fatto contro Palermo e Bari, ma ancora abbiamo bisogno di tempo e se vinciamo, migliorare sarà più facile. L’importanza di questa società deriva da tutti gli allenatori che hanno lavorato bene nel passato, questo rende tutto più facile a me”.

C’è ancora possibilità che questa squadra cresca ancora?

“Questa è una certezza, sono sicuro di questo e ho visto che abbiamo un ampio margine per migliorare. Un cosa è vincere di più rispetto al passato, un’altra è il modo nel quale queste vittorie arrivano e che cosa si può imparare. Con la qualità di questi giocatori, con questa mentalità, io credo si possa apprendere tanto ancora e la squadra potrà crescere giorno dopo giorno. Non si può dire se vincerà di più o di meno rispetto alla stagione passata, ma se l’Inter giocherà come una squadra forte ed equilibrata sarà difficile per gli altri batterci e vinceremo ancora di più”.

Che effetto le fa ritrovare Riise dopo averlo allenato con la maglia del Liverpool?

“Sono molto contento di ritrovarlo in campo perchè, dopo il suo infortunio, era importante per lui riprendersi in fretta. È un bravo ragazzo, un buon giocatore, un grande professionista”.

È uno svantaggio che proprio contro l’Inter, tornino in campo Totti e De Rossi?

“Si tratta di giocatori importanti per la Roma e di grandissima qualità ma, ripeto, che ciò che conta di più siamo noi: se l’Inter gioca come sa, possiamo vincere contro chiunque”.

Nella partita contro il Bari, sul risultato parziale di 3-0, abbiamo visto Milito ed Eto’o litigare per battere il secondo penalty. Chi è il rigorista tra i due giocatori?

“Tutti i giocatori avrebbero voluto calciare quel rigore e questo mi dà fiducia, perchè significa che tutti si sentono nelle condizioni di farlo. I nostri rigoristi sono Milito ed Eto’o e chi sente maggior fiducia tra loro due può tirarlo, per me non c’è differenza. Io sono tranquillo perchè abbiamo due possibilità, ma anche Sneijder ad esempio avrebbe voluto calciare dal dischetto. Questo non è però un problema, semplicemente la prossima volta deciderò io a chi toccherà, così non ci saranno più discussioni. Di solito do sempre due nomi a questo proposito, da oggi ne darò solo uno e seguirò l’ordine alfabetico”.

Ma chi decide di tirare un rigore si assume anche un carico di responsabilità eccessivo…

“Positivo, non eccessivo. Quando un allenatore vuole vincere ha bisogno di giocatori che si assumano la responsabilità di certe azioni. Deve essere così”.


Che impressione le fa vedere una squadra che ha già vinto così tanto, avere tanta voglia di rincorrere un pallone e fare un gol in più come è accaduto mercoledì sera contro il Bari anche quando il risultato era sul tre o quattro a zero?

“Non posso essere che contento di vedere una squadra con questa mentalità, quella giusta e adatta a una squadra vincente come lo è l’Inter che vuole vincere sempre di più”

Quando crede che Walter Samuel potrà tornare tra i convocati?

“Credo dopo la partita con il Werder Brema”.

E Marco Materazzi?

“Non è un infortunio troppo serio il suo, ma forse dovrà restare fermo un po’ più a lungo rispetto a Samuel”.

È già stato a Roma da turista? Che cosa l’ha impressionata maggiormente?

“La città è bellissima. Da turista mi è piaciuto quasi tutto. Dopo essere stato a Coverciano, ho trascorso un giorno nella capitale e ho visitato la città per 8 ore”.

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