Mondiali di Basket: La Turchia raggiunge gli USA in finale

Ci siamo: l’atto finale del Mondiale opporrà gli Stati Uniti di Durant alla Turchia del maestro Bogdan Tanjevic.
Sono rimaste le due squadre favorite dopo l’eliminazione della Spagna, sicuramente le due che hanno dimostrato di saper dominare i propri avversari, chi per evidente superiorità a livello di organico e di cifra tecnico/atletica (USA), chi per grande intensità mentale e per l’orgoglio di difendere l’onore di un’intera nazione, sempre presente in massa ad ogni palazzetto (Turchia).

TUNCERI PROFETA IN PATRIA: Galeotto fu l’ultimo tiro. Potremmo dir così, riportando alla mente le indelebili immagini relative al canestro splendido di Milos Teodosic che ha mandato a casa la blasonata Spagna di Navarro e Gasol: il doppio miracolo non è riuscito e stavolta tocca ai Serbi veder sfuggire una vittoria sul filo di lana, con Tunceri ad appoggiare al tabellone l’ultimo pallone della partita, a coronamento di un quarto periodo strepitoso.

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Ivkovic rivoluziona il quintetto, lanciando Nenad Krstic al posto del pur positivo Kosta Perovic e rinunciando in prima battuta alle attitudini difensive di Aleksandar Rasic, preferendo affidarsi all’esperienza di Tepic per affiancare la verve a volte sregolata del leader Teodosic: Tanjevic si affida ad Asik, con le maggior responsabilità offensive a gravare sulle spalle di Ersan Ilyasova e Hedo Turkoglu.
Il primo quarto è di matrice serba, con Teodosic e soci che sembrano non sentire la pressione di una semifinale mondiale e mettono in campo il loro gioco fatto di blocchi sul play, penetrazioni e scarichi e ali aperte al tiro per sfruttare ogni disattenzione difensiva avversaria: la tripla di Novica Velickovic lancia sul +7 la Serbia (15-8) e sortisce anche l’effetto di svegliare la Turchia, fin lì avvolta da un inusitato torpore. Turkoglu suona la carica e con 9 punti riporta in parità la partita, prima del parziale tutto griffato Teodosic con cui si chiude il primo quarto (21-18).

Entrano le armi tattiche serbe, fondamentali nel quarto con la Spagna: Marko Keselj rimpiazza un evanescente Bjelica, mentre a Dusko Savanovic è affidato il compito di attaccare gli statici lunghi turchi Asik, Gonlum ed Erden. La tensione si fa sentire e gli attacchi paiono bloccati più dall’importanza di ogni possesso che dalle scelte difensive: la zona della Turchia manda in confusione l’attacco serbo, mentre per parte turca mancano i punti di un irriconoscibile Ilyasova e a parte Turkoglu nessuno degli altri sembra in ritmo offensivo adeguato alla partita. Il secondo quarto si accende nel nome di Savanovic, autore di 9 punti e del parziale che ridà fiato alla Serbia, avanti di 8 punti (33-25), massimo vantaggio fino a quel momento: la tripla di Arslan non trova seguito dalle iniziative di un confuso Guler, autore di 3 falli in successione, mentre sotto canestro Asik ed Erden si fermano a quota 2 punti.
Nel finale si accendono anche Krstic e Keselj, con la tripla di quest’ultimo a dare l’inerzia della partita alla Serbia, avanti di 7 all’intervallo sul 42-35.

Il pubblico ammutolito trova nuovo vigore al rientro delle squadre in campo, con Erden e Turkoglu ad aprire la riscossa turca, a compimento con la parità sancita dalla tripla di Omer Onan sul secondo assist di un ottimo Tunceri: l’attacco serbo però funziona, sulle ali di un Teodosic immarcabile sia quando attacca personalmente il canestro sia quando si limita a distribuire per i compagni. Il play dell’Olympiacos rompe il parziale avversario con una tripla, prima di aprire il gioco per Rasic e Keselj, che ricacciano i Turchi sul -8 (54-46): sono già 9 gli assist del numero 4 serbo, che chiuderà in doppia doppia da 13 punti e ben 11 assist.
Ma sul più bello, con la possibilità di premere sull’acceleratore ed aumentare il proprio vantaggio, la Serbia si blocca: per 2 minuti la difesa turca vince ogni possesso, frustrando i tentativi di Teodosic e compagni sia nel gioco interno per Krstic sia nel gioco perimetrale, in cui nè Markovic nè Velickovic riescono a trovare il canestro con buona continuità.
Sono ancora gli inesauribili Keselj e Savanovic a controbattere alle iniziative di un ottimo Arslan (11 punti e 3 triple in rapida successione) e a fine terzo periodo è di nuovo tutto in gioco, con i Turchi a un possesso di svantaggio sul 63-60.

Le parole “Serbia” e “Ultimo quarto” sono ormai sinonimo di spettacolo sul filo del rasoio per il punteggio e anche la gara odierna non fa eccezione: il parziale serbo orchestrato dalla bacchetta sapiente del direttore Teodosic ed eseguito dal braccio armato di Marko Keselj riporta sul +8 la squadra di Ivkovic (72-64), ma la Turchia non muore mai e trova sempre nuove energie per rilanciare le proprie azioni. Markovic si vede fischiare un fallo antisportivo per aver cinturato Asik, impreciso dalla lunetta, ma è la difesa il segreto della nuova rimonta turca: dopo la tripla del solito Savanovic, l’alternanza zona/uomo imposta da Tanjevic provoca stonature nella melodia sin lì perfetta di Milos Teodosic, e sale invece in cattedra il dirimpettaio Kerem Tunceri.
5 punti di Tunceri e 2 liberi di Onan firmano l’operazione aggancio e sorpasso, prima che si aprano le contestazioni serbe dopo un fallo di Teodosic: deputato ai 2 liberi sarebbe Omer Asik, la cui % dalla lunetta è abbondantemente sotto al 50%, ma il lungo turco rimane a terra, lasciando intendere un problema ad un occhio, conseguenza del fallo subito. Agli arbitri non resta che chiamare il cambio, tra le risate e gli applausi ironici di Ivkovic e di tutta la Serbia: al posto del lungo casualmente entra il piccolo Arslan, 3/3 ai liberi fino a quel momento, ed è 1/2.
Lanciata la volata, con Keselj a riportare avanti la Serbia dalla lunetta (80-79) ed Erden a scatenare l’urlo della Turchia con un canestro e fallo (non concretizzato il tiro libero) per l’81-80 a 16”: Krstic esce per falli ma la Serbia pesca dal cilindro un’azione spettacolare, con Teodosic a scaricare per Rasic, rapidissimo a consegnare un gioiello nelle mani di Velickovic, che recapita nel canestro i 2 punti del sorpasso (con possibile contatto non fischiato), per l’82-81 a 4” dalla sirena.
Ultima azione in mano turca e i blocchi per liberare Turkoglu creano invece lo spazio per Kerem Tunceri, abile a disorientare Rasic e Keselj con una finta e a puntare diretto al canestro, con la difesa serba che lascia aperta l’autostrada che vale il definitivo sorpasso con 5 decimi ancora sul cronometro, troppo pochi per costruire un tiro anche dopo il timeout e la rimessa  a metà campo.
Finisce con la gioia del pubblico e della panchina turca a fare da contraltare alla delusione di un’ottima Serbia, sorpresa del Mondiale e con un futuro roseo davanti a sè, considerata la giovane età di Teodosic, Bjelica, Keselj e compagnia: 83-82 il punteggio finale, con Turkoglu a 16 e Keselj a 18, migliori realizzatori per le due squadre.

SRB: Keselj 18, Savanovic 15, Krstic 15, Teodosic 13
TUR: Turkoglu 16, Onan 14, Arslan 12, Tunceri 12

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