Mondiali di Basket: Teodosic manda a casa la Spagna

Il tempo sul cronometro scorre, i 24 secondi stanno per scadere, Teodosic guarda negli occhi Garbajosa, suo marcatore dopo un cambio difensivo: palleggio sotto gamba, cambio di mano, 4” alla fine, punteggio in parità.
Arresto, tiro da 8 metri, sguardi di tutti, spagnoli, serbi, tifosi, allenatori e tutti gli appassionati collegati per vedere questo primo quarto di finale del mondiale: la retina si gonfia, la palla entra, Teodosic alza le braccia al cielo e per la Spagna è giunto il tempo delle lacrime.

L’essenza del basket: 40 minuti di canestri e contro-canestri, di parziali e reazioni, di falli, nervosismo, grandi difese e grandi attacchi, momenti in cui tutto sembra finito e in cui poi incredibilmente tutto sembra tornare in gioco. E poi arriva l’ultimo tiro, quello del destino, quello in cui un giocatore fin lì deludente dalla lunga distanza (1/7) si prende la responsabilità di decidere non solo la partita, ma le sorti dell’intera spedizione mondiale di due squadre, con un tiro da molto, molto lontano: fosse uscita, sarebbe stata una scelta scriteriata, ma è entrata ed è la degna conclusione di una partita emozionante, da brividi, nel senso più letterale che questi termini possono avere.

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SERBIA DEI GIOVANI: Con Perovic di nuovo in quintetto, insieme a Teodosic, Rasic, Velickovic e Nemanija Bjelica, la Serbia decide di sfruttare Krstic come cambio tattico durante le rotazioni spagnole, preferendo il fisico di Perovic da opporre allo spauracchio Marc Gasol. In realtà, Gasol continua sull’onda delle ultime anonime prestazioni e così l’avvio è di marca serba, con nome e cognome di Novica Velickovic: il giocatore del Real Madrid, sinora impreciso nel tiro da fuori, piazza un 2/2 da 3 punti nei primi minuti, mandando avanti la Serbia per 8-5. La Spagna vive delle accelerazioni di Juan Carlos Navarro (27 punti per lui a fine gara), ma le scelte difensive di Scariolo vengono costantemente battute dalla batteria di tiratori di coach Dusan Ivkovic: brilla la stellina giovane e promettente di Nemanija Bjelica, classe ’88 e futuro NBA già scritto, che con 11 punti in fila, intervallati dal long jumper di Velickovic (piede sulla linea dei 3 punti dopo un arresto e tiro), porta la propria squadra in vantaggio di 8 punti (21-13).
Risponde ancora Navarro, chiudendo il primo quarto con 13 punti personali e permettendo alla Spagna di accorciare le distanze sul 27-23: il resto della squadra iberica sembra in letargo, con Gasol che alterna giocate di intensità a momenti in cui nonostante cambi difensivi vantaggiosi rinuncia a giocarsi l’uno contro uno spalle a canestro, mentre Fernandez rimane fermo a quota 0 e Rubio e Garbajosa recitano il ruolo di semplici comprimari.

SECONDO QUARTO ALL’INSEGNA DI KESELJ: Nel momento in cui Bjelica si accomoda in panchina, gravato da due falli tanto sciocchi quanto sanguinosi (con l’ultimo che concede un canestro+fallo a Marc Gasol), Ivkovic pesca l’altro ’88 Marko Keselj, che diviene l’autentico trascinatore del secondo quintetto, con il futuro trevigiano Markovic a dare minuti di riposo a Teodosic e con Nenad Krstic pronto a sfruttare il matchup con Vazquez o Felipe Reyes, appena rientrato dalla Spagna dopo l’infortunio patito nell’ultima partita del girone eliminatorio.
La Spagna parte bene e, sulle ali dell’entusiasmo dato dalla tripla in apertura di Mumbru e da un paio di possessi difensivi vinti, il 2/2 in lunetta di Sergio Llull porta il punteggio sul -1 (29-28): il secondo fallo di Markovic costringe Teodosic ad un rientro anticipato, ma con il numero 4 ritorna la verve offensiva della Serbia, con Keselj che mostra i muscoli sin dalla sua prima conclusione. Sono 8 i punti del giocatore della Stella Rossa nel secondo parziale, mentre due triple di Garbajosa, autentico leader carismatico per la truppa di Scariolo, provano a tenere in vita gli equilibri di una partita che corre il rischio di sfuggire di mano: Navarro si limita a 3 punti in lunetta, mentre il canestro di un incisivo Krstic (6 punti e 6 rimbalzi per lui nel solo secondo periodo) regala il 49-41 per la Serbia all’intervallo.

RISCOSSA SPAGNA: Dopo l’intervallo, è tutta un’altra musica per l’attacco spagnolo, che finalmente trova continuità e varietà di soluzioni. Scariolo non si priva dei suoi leader, lasciando in campo Garbajosa e Fernandez, con quest’ultimo che si sblocca subendo sul tiro da 3 l’ennesimo fallo scriteriato di Bjelica: i 3 liberi di Rudy scatenano la rimonta spagnola, che si concretizza in un parziale di 10-0 e sorpasso sul 51-49.
Tocca a Keselj rompere il parziale e ridare fiato ai propri tifosi, con Krstic e le prime giocate di un Savanovic poi decisivo a tentare di contrapporsi in maniera efficace ad una Spagna che invece colpisce da ogni parte e con ogni uomo: Vazquez si rende protagonista di un grande lavoro sotto i tabelloni, Garbajosa continua a segnare sia da fuori che da sotto e Fernandez pare essersi sbloccato.
Sicuramente si sbloccano i fischietti degli arbitri, che prendono alcuni abbagli molto gravi in una partita in cui tutto sembra doversi decidere sul filo di lana: un antisportivo fischiato a Garbajosa manda in lunetta Krstic e in totale confusione il capo arbitro Estevez, che si prende la responsabilità dei fischi maggiormente contestati tanto da Ivkovic quanto da Scariolo. Per 4 azioni consecutive gli arbitri puniscono l’eccessiva (secondo loro) fisicità dei blocchi in fase d’attacco e tocca a Reyes, Vazquez e Savanovic veder aumentare il proprio conto falli: Krstic sigla il +3 serbo (67-64) in chiusura di terzo periodo, la partita è bellissima, apertissima ed ogni possesso è combattuto come fosse l’ultimo e decisivo.

ALL’ULTIMO RESPIRO: Ultimo quarto in linea con i precedenti e Serbia che parte forte, grazie a Keselj e Savanovic. Sul +8 Serbia, la Spagna vive un nuovo momento di crisi, una nuova fase in cui la partita sembra scivolare via dai binari programmati da coach Scariolo e soci: Savanovic è un fattore e nonostante l’uscita anticipata di Markovic e Bjelica, non basta la tripla estemporanea di Ricky Rubio a ridare l’inerzia alla Spagna.
Navarro e Fernandez tentano di ricucire lo strappo, con il tear drop di Juan Carlos, suo 24° punto, che vale il -4, ma è ancora l’ottimo Dusko Savanovic a sigillare con una tripla dopo un libero di Krstic il nuovo massimo vantaggio sul +8 a 4’03” dalla fine: Scariolo è costretto a chiamare un nuovo timeout, la sua zona 2-3 fa acqua da tutte le parti e viene costantemente punita prima da Bjelica, poi da Savanovic e infine da Keselj. Ed è proprio il numero 11 serbo a segnare un canestro incredibile, con un tiro in sospensione dopo passo laterale da 3 punti marcato stretto: canestro dal peso specifico immenso, visto che la Spagna con Navarro e Garbajosa era tornata fino al -2 (86-84) e con Fernandez preparava l’attacco per il sorpasso.
Ultimo minuto, con l’inesauribile Navarro a marcare l’ennesima tripla della sua partita e a servire l’assist per un canestro in fade away da centro area del deludente Marc Gasol: parità, 25” sul cronometro, timeout serbo e ultimo possesso della partita e del mondiale per una delle due squadre.

TEODOSIC EROE: Come si dice in questi casi, “il resto è storia”. La storia che immortala momenti, immagini, tensione, sguardi carichi di emozioni differenti, che cambiano in un misero secondo, nel veder entrare o uscire il pallone dal canestro.
Teodosic porta palla, lascia scorrere il cronometro senza farsi rubare palla dalla pressione spagnola, passa sul blocco di Velickovic e si ritrova Garbajosa in marcatura, con i compagni che si aprono per lasciargli l’uno contro uno: piccolo contro lungo, ci si aspetta un attacco in velocità, un uno contro uno rapido sfruttando la lontananza dal canestro. E invece è palleggio, palleggio, cambio di mano, arresto, tiro e follia.
Quella follia che se sbagli ti manda alle stalle, ma che se segni fa brillare fulgida e splendente la tua stella di eroe di una notte, una notte che conta.
Finisce 92 a 89 per la Serbia, alla Spagna restano i rimpianti e alla Serbia il sogno di poter arrivare addirittura in finale, nell’attesa di conoscere chi, tra Turchia e Slovenia, sarà l’avversario delle semifinali.

SRB: Velickovic 17, Keselj 17, Savanovic 15, Bjelica 14, Krstic 13, Teodosic 12

SPA: Navarro 27, Garbajosa 18, Fernandez 15, Gasol 13.

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