Mondiali di Basket: Arrivano gli ottavi di finale

Si chiudono i gironi, ultime emozioni di questa prima fase per dirla tutta alquanto deludente: è il Mondiale dei disertori, delle rinunce, delle squadre senza stelle e senza leader. Significativo può dunque essere che a vincere il girone A sia proprio una squadra giovane come la Serbia, uscita vincitrice dallo scontro diretto con l’Argentina di un Luis Scola candidato serio al titolo di MVP, mentre chiudono imbattute Turchia, USA e Lituania.

VITTORIA SERBIA: In nome di un Mondiale all’insegna delle rimonte e dei parziali e contro parziali, Argentina-Serbia vive su una continua alternanza di vantaggi e svantaggi, con gli Argentini che dopo una partenza sprint con 18 punti in 6′ e mezzo si fanno rimontare da un Teodosic a tratti dominante, a tratti irritante e da una serie di giocate corali della Serbia, il cui leader NBA Nenad Krstic parte ancora una volta dalla panchina. Velickovic incide poco, Perovic è sovrastato da Scola su entrambi i lati del campo e così tocca alla panchina fare la differenza: il ricambio argentino non è all’altezza dello starting five, dove un pur non brillante Delfino riesce a piazzare canestri importanti. Ma è soprattutto l’ottima prestazione di Pablo Prigioni a rendere tutta l’orchestra biancoceleste armonica e perfettamente in ritmo: l’equilibrio è ricomposto però dai cambi serbi, con Keselj autore di 6 punti in 3 minuti, che firma con un gioco da 4 punti (tripla+fallo) il -2 a fil di sirena di primo quarto (22-20).

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Tocca ancora a Teodosic rompere con 5 punti in serie il secondo parziale argentino (28-20): dopo uno 0/2 di Prigioni in lunetta, un canestro del play dell’Olympiacos regala il primo vantaggio ai serbi (31-30), con risposta immediata dell’Argentina dalla lunga distanza. Inizia così una fase di stallo, con canestri da una parte e dall’altra: se l’Argentina incentra il proprio gioco tutto su Luis Scola, enciclopedico nello sfruttare il piede perno e nel crearsi un tiro anche dove sembra non esserci, per la Serbia l’opzione offensiva da cavalcare diventa a sorpresa Dusko Savanovic. L’ala classe ’83 realizza 7 punti in fila per la propria squadra e all’intervallo è +1 Serbia (40-39) con canestro alla sirena di Markovic dopo un errore da 3 dello stesso Savanovic.

I primi punti di Velickovic aprono un terzo parziale in cui Scola pur raggiungendo i 20 punti rallenta e con lui tutta l’Argentina: Jasen fa quel che può, ma le due triple di Rasic (nullo fino a quel momento) regalano il massimo vantaggio Serbia sul +4, riscritto a +5 pochi minuti dopo da un’altra tripla di Velickovic. Il deludente Bjelica commette un’ingenuità dietro l’altra, ma un impreciso Delfino, troppo spesso accentratore per tiri fuori dagli schemi, non riesce ad approfittarne: la tripla di Savanovic manda i Serbi a +9 in apertura di quarto periodo e occorre così tutta la classe e la leadership di Luis Scola per tentare l’ennesimo miracolo di questa partita che non vuole saperne di trovare un padrone. I punti del portacolori Rockets superano quota 30 e controbattono colpo su colpo al duo Krstic-Savanovic, implacabile ad ogni azione offensiva: l’Argentina non riesce a contenere la mobilità dei due lunghi Serbi, in grado di punire sia dal perimetro che sotto canestro, mentre Quinteros e i Gutierrez non hanno continuità dalla lunga distanza.
Ed è ancora Prigioni a suonare la carica: due triple Argentine riducono il gap a un solo possesso e dopo lo 0/2 in lunetta di Krstic, un’invenzione di Quinteros dalla lunga distanza scrive la nuova parità a 75. Krstic e Scola si scambiano due punti e la nuova parità è rotta, ancora una volta, da una tripla di Savanovic: ultimi 18” in cui l’Argentina vive nel dubbio su come gestire i propri tiri liberi; la Serbia ricorre al fallo sistematico per evitare una tripla, ma Hernandez ordina il canestro e così si continua sul -2/-4 fino all’inopinato fallo a 7” dalla fine di Teodosic, che regala a Quinteros i 3 liberi che scrivono il -1. Rasic è implacabile dalla lunetta e a 2” dalla fine con Quinteros ancora in lunetta l’unica possibilità rimasta è di realizzare il primo e sbagliare il secondo: a rimbalzo però Velickovic e Krstic fanno la voce grossa, tagliando fuori Scola e Delfino e così è la Serbia ad esultare, primo posto nel girone e ottavo di finale contro i cugini croati.

LE ALTRE: Vittorie agevoli e mai in discussione per USA (sulla Tunisia), Australia (sulla pur qualificata Angola), Turchia (sulla Cina in formazione rimaneggiata), Spagna (89-67 al Canada con 8 assist di Rubio) e Lituania (84-66 al Libano). La Germania torna a casa, pur sconfiggendo nell’ultimo turno la Giordania, mesta a quota 0 punti: troppo pesante nell’economia di una squadra come la Germania l’assenza di Nowitzki e Kaman, rispettivamente Dallas Mavericks e Los Angeles Clippers, anche se a pesare è l’inopinata sconfitta al supplementare contro l’Angola.
Cade nuovamente anche la Francia, crollata al quarto posto del proprio girone e attesa da un ottavo di finale contro i padroni di casa della Turchia: Diaw e Batum non incidono e così Penney e Abercrombie possono trascinare la Nuova Zelanda a un successo storico, che significa passaggio del turno. Quarto posto anche per la Croazia, sconfitta in larga misura da un Brasile in cui continua la missione recupero di Anderson Varejao: nella giornata in cui Splitter ha problemi di falli e Marcus Vinicius gioca solo 5′, fondamentali risultano i 12 rimbalzi del giocatore dei Cleveland Cavaliers, tradotti in punti dal sempre più incisivo Marcelo Machado e dal ritrovato Leandro Barbosa. Fatica più del previsto la Slovenia contro l’Iran del duo Kazemi-Haddadi, con il primo sempre più in evidenza a quota 13 punti e 14 rimbalzi: servono 18 punti di Goran Dragic per stoppare la rimonta da 26-13 degli asiatici nell’ultimo quarto.
Upset incredibile per Porto Rico, il cui leader Arroyo rimane fuori: la Costa d’Avorio, sino a qui sempre sconfitta con largo margine, si impone trascinata dal 17+10 di Kone, mentre a nulla servono i punti di Barea e Huertas. Vincono gli africani 79-88 e per Porto Rico significa eliminazione al primo turno.
Successo anche per la Russia sulla Grecia: per gli uomini di coach Blatt è missione compiuta, evitato l’ottavo contro la Spagna e la concomitante sconfitta francese consegna proprio i neozelandesi a Monya e compagni.

RISULTATI E CLASSIFICHE:

GR. A:

Argentina-Serbia 82-84
Angola-Australia 55-76
Giordania-Germania 73-91

Classifica: Serbia 4-1, Argentina 4-1, Australia 3-2, Angola 2-3, Germania 2-2, Giordania 0-5.

GR. B:

USA-Tunisia 92-57
Slovenia-Iran 65-60
Brasile-Croazia 92-74

Classifica: USA 5-0, Slovenia 4-1, Brasile 3-2, Croazia 2-3, Iran 1-4, Tunisia 0-5.

GR. C:

Russia-Grecia 73-69
Cina-Turchia 40-87
Porto Rico-Costa d’Avorio 79-88

Classifica: Turchia 5-0, Russia 4-1, Grecia 3-2, Cina 1-4, Porto Rico 1-4, Costa d’Avorio 1-4.

GR. D:

Francia-Nuova Zelanda 70-82
Spagna-Canada 89-67
Libano-Lituania 66-84

Classifica: Lituania 5-0, Spagna 3-2, Nuova Zelanda 3-2, Francia 3-2, Libano 1-4, Canada 0-5.

OTTAVI DI FINALE:

Serbia (1A)-Croazia (4B)
Spagna (2D)-Grecia (3C)

Slovenia (2B)-Australia (3A)
Turchia (1C)-Francia (4D)

USA (1B)-Angola (4A)
Russia (2C)-Nuova Zelanda (3D)

Lituania (1D)-Cina (4C)
Argentina (2A)-Brasile (3B)

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