Mondiali di Basket: Turchia in volata su Porto Rico

Nella giornata in cui lo scontro tra USA e Iran monopolizzava l’attenzione mediatica non solo in chiave sportiva, la Turchia pur con qualche affanno di troppo mantiene il comando del mondiale, sconfiggendo Porto Rico nel finale di una gara equilibrata e ricca di tensione. Ancora imbattuta la Lituania di Linas Kleiza, capace di sorprendere la Spagna di Scariolo dopo una grande rimonta e di arrestare le velleità di una Francia fin lì a punteggio pieno.

USA SENZA FATICA: Basket o politica? Con questa domanda si aprivano tutti gli articoli dedicati alla partita tra Stati Uniti ed Iran: sicuramente di politico non c’è stato nulla, ma anche dal punto di vista cestistico è davvero arduo andare a trovare qualcosa di significativo. Si potrebbe dire che è stata una festa dello sport, una festa del basket, ma tradotto in una manifestazione dell’importanza di un mondiale, festa fa rima con farsa.
Dopo un primo quarto accettabile, in cui l’Iran, nonostante una innumerevole serie di palle perse sul pressing avversario, mette in mostra oltre al proprio leader Haddadi (NBA nei Memphis Grizzlies), anche un buon Kazemi e un Kamrani bravo a procurarsi viaggi in lunetta attaccando con costanza l’area, dalla partita scompare ogni parvenza di intensità.

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Haddadi gioca con il compagno Rudy Gay, Billups e Rose scherzano con Kamrani e gli altri piccoli iraniani, grandi sorrisi, pacche sulle spalle e tiri dopo 5-6” sul cronometro dell’azione: la missione degli asiatici si può dichiarare compiuta, dal momento che gli USA non arrivano alla fatidica quota 100, ma per 30 buoni minuti gli appassionati di basket si devono sorbire uno spettacolo ai limiti del ridicolo, su cui non c’è da spendere nemmeno una parola di commento.
Coach Krzyzewski dà ampio spazio alle proprie rotazioni, concedendo al proprio leader Durant (autore dei primi 6 punti USA con un canestro+fallo e una tripla in step back in faccia all’avversario) un turno di relax e lasciando in campo per tanti minuti giocatori come Chandler, Granger e Curry, che finora il parquet lo avevano visto solo per qualche minuto.

Ne approfitta per mettersi in mostra il solito Kevin Love, che a prescindere dal risultato, dall’avversario e dalle condizioni di gioco, entra in campo e fa fruttare ogni singolo minuto in cui la palla in un modo o nell’altro gli arriva tra le mani: sono 13 i punti dell’ala/centro dei Minnesota Timberwolves, conditi da una tripla dall’angolo e 6 rimbalzi, in 11 minuti di impiego. Dall’altra parte, terzo e quarto periodo sono teatro del primattore Haddadi, cui è concessa ogni cosa, perfino portare palla e chiamare gli schemi: il lungo di 218cm cerca in ogni modo di raggiungere cifre in media con il resto del proprio campionato, ma è costretto a fermarsi a 19 punti e soli 5 rimbalzi, con percentuali al tiro ampiamente rivedibili e nessun tiro da tre mandato a bersaglio su 5 tentativi.
Il risultato finale è 88-51, con gli USA che rimangono imbattuti e gli Iraniani che possono togliersi la soddisfazione di dire che per una fase di partita erano addirittura davanti: sul 5-3 nel primo quarto…

LE IMBATTUTE: Francia e Lituania arrivavano allo scontro diretto immacolate. Entrambe a fregiarsi della vittoria contro i campioni Spagnoli, entrambe con l’impressione di essere tutt’altro che imbattibili ma con grande volontà, impegno e forma fisico/atletica: la Lituania ci ha abituato a grandi rimonte e non si smentisce nemmeno in questa occasione.
Nel primo quarto infatti è la Francia a fare la parte del leone, con 9 punti di Batum e 6 di un finalmente incisivo Diaw a guidare un allungo cui prova a rispondere il solo Maciulis (8 punti sugli 11 totali dei lituani): con i francesi a +15, dopo un canestro di Boris Diaw a 4’57 dalla sirena dell’intervallo, inizia un’altra partita per la Lituania, con Maciulis che raggiunge quota 13, ma soprattutto con l’ingresso in campo del finora abulico Linas Kleiza.

5 punti dell’ex Olympiacos regalano in apertura di terzo periodo la parità a 32 e dopo un libero di Nicolas Batum è la tripla di Pocius a scatenare il pubblico di fede lituana: lunga rincorsa, affiancamento e sorpasso, con i Francesi incapaci di reagire. Lo scatenato Kleiza martella canestro su canestro, Pocius e Kalnetis si alternano a Maciulis come seconda opzione offensiva, mentre alla Francia mancano i punti dalla panchina: Gelabale spara a salve (5 dei suoi 10 punti totali sono nella parte finale di gara), Mahinmi e Koffi si fanno notare solo per qualche fallo di troppo, Albicy non entra in ritmo e si vedono in campo persino Causeur e Jackson, finora utilizzati per scampoli di partita.
Il parziale di 28-11 del terzo quarto ci consegna un finale di gara a senso unico, con la Lituania che addirittura incrementa leggermente il margine, guidata nel tabellino finale dai 19 di Jonas Maciulis. Finale 69-55, con Batum (scomparso nella seconda metà di gara) a 13 miglior realizzatore dei Francesi.

Rimane a punteggio pieno anche la Turchia, reduce da una battaglia di nervi oltre che di basket contro l’inesauribile Porto Rico, ancora privo del proprio leader e uomo simbolo Carlos Arroyo: al posto del playmaker lo scorso anno con Miami, tocca ancora una volta a Vassallo vestire i panni del trascinatore e così dopo un primo quarto all’insegna dell’equilibrio (19 pari), nel secondo parziale il decimo punto di un positivo Onan intervalla un parziale di 10-2 per i Portoricani, con un irriconoscibile Ilyasova fermo a quota 2 e con Turkoglu che, come sua consuetudine in questo mondiale, si prende i primi due quarti di relax. Lee e Vassallo puniscono la distratta difesa turca, troppo morbida nel coprire il perimetro: Ramos aggiunge ai 15 punti finali anche 12 rimbalzi, mentre gli altri due NBA Barea e Balkman convivono con problemi di falli e sono costretti a lunghi minuti in panchina a guardare.

L’intervallo giova ai padroni di casa, con Tanjevic che manda in campo nel secondo tempo una squadra trasformata: due bombe di Turkoglu e i canestri di Tunceri e Ilyasova riportano la propria squadra a un possesso di ritardo (-3 sul 37-40 per Porto Rico) e nonostante il controparziale sudamericano, con i Turchi fermi offensivamente per 2′, il finale di quarto è tutto per Turkoglu e soci.
Ilyasova non sbaglia un colpo, Gonlum e Asik forniscono punti e rimbalzi e i due liberi di un pur non in giornata di grazia Erden regalano il -1 alla sirena, con un quarto periodo tutto da vivere con il fiato sospeso. Porto Rico scompare dalla partita per 4 minuti, lasciando campo libero alla Turchia che raggiunge il proprio massimo vantaggio sul 68-59 messo in banca da due punti di Ilyasova, ottimo nel secondo tempo: Erden regala addirittura il +12 a 3’17”, ma proprio quando sembra fatta ecco il risveglio portoricano. Parziale di 13-2 con Balkman a inchiodare il -1 (78-77) a 7” dalla fine: Tunceri fa 1/2 dopo il fallo sistematico e tocca a Vassallo andare per la vittoria, ma la sua tripla si spegne sul ferro.
Finale 79-77 con Turkoglu mattatore a quota 16 e Vassallo a 19 punti con 5/11 dalla lunga distanza.

LE ALTRE: Cade malamente la Germania, cui l’ennesimo supplementare di questo mondiale regala una cocente delusione (88-92) contro la debole Angola trascinata dai 30 punti di Cipriano, autore dei due liberi della parità sulla sirena del quarto periodo. Fatica più del previsto anche l’Argentina di Scola (ancora strepitoso con 30 punti e 13 rimbalzi) contro la Giordania, che con 10 punti guadagnati tra secondo e terzo periodo mette paura ai sudamericani, costretti ad impegnarsi fino alla fine (88-79). Facili vittorie per Croazia (contro la Tunisia), Spagna (contro il Libano) e Grecia (contro la Costa d’Avorio), mentre la Serbia allunga solo nel finale di gara contro un’Australia troppo dipendente dal rendimento del duo Andersen-Maric, senza adeguati ricambi: tra le altre grandi sfide di giornata, il Brasile pur recuperando Varejao, in campo per più di 20′, cede contro la Slovenia trascinata dai 20 punti di Lakovic. Barbosa è ancora deludente e tocca a Marcelo Machado provare a tenere alto il ritmo per i verdeoro, autori di una rimonta nel quarto periodo da 26-13, che si ferma però proprio sul più bello, con i tre liberi finali di Machado che non bastano a lasciare tempo sul cronometro per cercare la parità (80-77).
Vittorie anche per Nuova Zelanda sul Canada e per la Russia sulla Cina, in cui per la prima volta Yi Jianlian non incanta e in cui i canestri di Sun e Wang non bastano a controbattere lo strapotere interno di Sasha Kaun.

RISULTATI E CLASSIFICHE:

GR. A:

Argentina-Giordania 88-79
Germania-Angola 88-92
Serbia-Australia 94-79

Classifica: Argentina 4-0, Serbia 3-1, Australia 2-2, Angola 2-2, Germania 1-3, Giordania 0-4.

GR. B:

Brasile-Slovenia 77-80
USA-Iran 88-51
Tunisia-Croazia 64-84

Classifica: USA 4-0, Slovenia 3-1, Brasile 2-2, Croazia 2-2, Iran 1-3, Tunisia 0-4.

GR. C:

Turchia-Porto Rico 79-77
Grecia-Costa d’Avorio 60-97
Cina-Russia 81-89

Classifica: Turchia 4-0, Grecia 3-1, Russia 3-1, Porto Rico 1-3, Cina 1-3, Costa d’Avorio 0-4.

GR. D:

Lituania-Francia 69-55
Spagna-Libano 91-57
Canada-Nuova Zelanda 61-71

Classifica: Lituania 4-0, Francia 3-1, Spagna 2-2, Nuova Zelanda 2-2, Libano 1-3, Canada 0-4.

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