Iniesta: una dedica che commuove tutta la Spagna

E’ stato l’eroe della Spagna mondiale. Un ragazzo schivo, di Fuentealbilla, vicino ad Albacete, uno dei tanti provenienti dalla cantera blaugrana.

Per una notte ancora, il piu’ grande.

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Perche’ e’ lui che al 116esimo ha scritto la parola fine alle speranze d’orange, che ha portato la Spagna sul tetto del mondo.

Un gol decisivo, dopo una partita pressoche’ perfetta, con quella tecnica sopraffina che lo collega a cordone ombelicale al suo compagno di club Xavi. Uno spettacolo tecnico e pirotecnico, che ha concesso la grande vittoria delle furie rosse nella partita piu’ importante.

Stiamo parlando di Andrés , centrocampista offensivo da una vita al . Non e’ nuovo a queste imprese Andrés: gia’ l’anno scorso e’ stato suo il gol piu’ pesante della Champion’s League, quel tracciante a Stamford Bridge che mandava il Chelsea all’inferno, preludio del triplete blaugrana.

E’ timido e ama stare lontano dalle luci dei riflettori Iniesta: invitato a parlare nella sede del governo spagnolo, ha addirittura maledetto il giorno che ha segnato quel gol.

Non e’ stato un gol qualunque, e’ stato un gol con una dedica. Che fa bene a tutto il mondo del calcio.

La dedica era per , suo compagno nelle nazionali minori, morto tragicamente l’8 agosto scorso a Coverciano, quando l’Espanyol, sua squadra, si stava preparando all’amichevole con la Fiorentina. Morto mentre parlava a telefono con la moglie, incinta. Morto troppo presto, e con troppi dubbi per l’ennesima scomparsa improvvisa nel mondo del calcio (solo due anni dopo Antonio Puerta del Siviglia).

Dani Jarque sempre con noi” citava la maglia sottostante quella di gioco di Andrés. Una dedica commovente da chi fa parte dell’altra squadra di Barcellona. Iniesta ha vinto ancora una volta il suo personalissimo derby, quello dell’umanita’, al di la’ delle antipatie calcistiche, degli sfotto’, delle tensioni di ogni stracittadina nel mondo. E con la modestia di sempre, Andrés ha dichiarato: “Glielo dovevo. Sinora non avevo avuto la possibilita’ di rendergli omaggio, e se lo meritava. Volevo condividere questa immensa felicita’ con lui, con i suoi familiari, con la sua gente, con tutti. Per questo, prima che cominciasse la partita ho indossato la maglietta”.

L’intera Spagna, l’Espanyol (ricordiamo concittadina e rivale del Barcellona di Iniesta) e tutto il mondo del calcio si sono inchinati di fronte a questo gesto. I blog della seconda squadra catalana si sono scatenati: “Meriterebbe un’ovazione”, “Un gesto insuperabile”, “E’ la prima volta che un cule’ (appellativo dispregiativo con cui vengono chiamati i giocatori blaugrana, ndr) mi fa piangere”. Il sito dell’Espanyol fa campeggiare in prima pagina la sua foto, commentando cosi’: “La sana rivalita’ sportiva e’ stata sepolta da un gesto grandioso che ricorda che il calcio e’ fatto di sentimenti autentici”.

Non c’e’ manifesto migliore che questa ultima frase per ringraziarlo davvero.

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