Il Mantova scompare dal professionismo: la storia di una squadra sfortunata

E’ la fine di un sogno, il proseguo di un incubo. Il Mantova non si è iscritto alla Lega Pro, dopo la retrocessione dalla serie B, e scompare dal calcio professionistico, almeno per i prossimi anni.

La notizia è arrivata ieri in tarda serata. Intanto proseguono le trattative del presidente Fabrizio Lori per la cessione della societa’. Bene che vada adesso la principale società calcistica di Mantova ripartirà dai dilettanti.

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Una storia quella del Mantova, fatta di alti e bassi, con molti episodi sfortunati. Questa infatti non è la prima volta che la squadra deve riniziare dai gradini bassi del calcio.

Il Mantova dall’anno della fondazione al dopoguerra, ha vissuto momenti non felici: dopo un inizio nella massima serie, ha una discesa vertiginosa in Serie C e dalla stagione 1926-1927 al dopoguerra non rivedrà la Serie A.  Nel 1953-1954 il Mantova tocca uno dei punti più bassi della sua storia, con la retrocessione in quarta divisione. Ma da lì, inizia la svolta e proietta i virgiliani dall’inferno all’olimpo del calcio italiano.

L’allenatore Fabbri inizia una politica di soli giovani calciatori. Nel ’56 arriva un importante sponsor, la ditta petrolifera OZO, che cambierà i colori sociali della squadra, da biancoceleste agli attuali biancorossi. La stagione è vincente e garantisce l’accesso alla Quarta serie d’Eccellenza. L’ottimo lavoro di Fabbri continua e nella stagione successiva centra la seconda promozione consecutiva, finendo in Serie C. Il Mantova, da neopromossa gioca alla pari con tutti e offre un calcio spumeggiante. Il campionato finisce con in testa Siena e Mantova a pari punti: servirà lo spareggio. Il Mantova vincerà e arriverà la terza promozione consecutiva, questa volta in Serie B. Nel ’60, la squadra disputa un buon campionato di assestamento, ma nella stagione successiva, 1960-1961, solo il Venezia arriva davanti al Mantova: è nuovamente promozione, si va in Serie A. Il Mantova arriva al momento più importante della sua storia e in quattro anni passa dalla quarta divisione alla massima serie. L’anno successivo la squadra si salverà e disputerà ancora diversi campionati tra la serie A e la B. Nel 1970 però nuovamente il tracollo in serie C .

Negli anni ’80 il Mantova vive un periodo difficile con decenni di serie C e il fallimento. La squadra guadagnerà nuovamente la serie c1, nell’85-86, ma solo per una stagione.

Nella stagione 1992-93 il Mantova tocca definitivamente il fondo: in campionato finisce secondo in Serie C1, ma viene radiata per fallimento finanziaro. Nell’anno successivo, il 1994, nasce il 1994, che riparte dall’Eccellenza emiliana. Dopo nemmeno tre anni, il Mantova torna nei professionisti, con la promozione in Serie C2. La società però non riesce a tornare ai livelli degli anni ’70 e le stagioni sono deludenti. Nel 2003 la squadra riprende il nome originario, Associazione Calcio Mantova 1911: sarà la svolta. Nella stagione successiva arriva il tecnico Di Carlo, che porta la squadra in C1. Nel giugno 2005 poi vince i playoff contro il Pavia e il Mantova ottiene nuovamente la Serie B. Sembra essere tornato il Mantova del grande Fabbri, con le quattro promozioni storiche. Di Carlo fa sognare e la prima stagione in Serie B si conclude con la conquista dei playoff. Un’intera città sogna e guadagna la finale. Ma il Torino è più forte e vince, guadagnandosi la Serie A. Il sogno finisce, Di Carlo se ne va. Il Mantova rimane in Serie B per diverse stagione, fino al 2009-2010, anno della retrocessione in lega pro prima divisione.

Ma come detto il Mantova non ci sarà, ancora una volta dovrà ripartire dal basso, ma non ci meraviglieremo più se tra un paio di anni, potremo ancora ammirare questa grandissima squadra nel calcio che conta e che gli appartiene.

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