Punto tecnico Juve. Del Piero pronto a riscrivere la storia

Nella giornata del trionfo bianconero sul Lecce, un 4-0 roboante che regala alla truppa di Delneri altri 3 punti in una striscia positiva che parte soprattutto dalla ritrovata solidità difensiva, nella giornata della conferma di Milos Krasic “devastante” e “fondamentale secondo il tecnico, nella giornata in cui Storari salva la propria imbattibilità per la seconda domenica consecutiva, non possiamo non partire da Alessandro Del Piero.

Il capitano con quel sinistro sotto la traversa difesa dal portiere leccese Rosati ha raggiunto quota 178 goal in serie A, affiancando Boniperti e preparando il sorpasso già dalla trasferta di Bologna di settimana prossima: la storia non aspetta altro che di essere riscritta e saranno pronte tutte le celebrazioni del caso per un giocatore che ha marchiato a fuoco il bianconero nel proprio cuore e che sin dai suoi primi passi in campo, con la numero 10 che fu anche del Divin Codino Roby Baggio e dell’attuale presidente UEFA Michel Platini, ha regalato pennellate di classe, talento ed emozione per tutti gli appassionati con la Juve nel cuore e per tutti gli amanti del grande calcio in generale.

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Augurando ad Alessandro non solo un altro goal ma tanti e tanti altri ancora, passiamo a commentare l’autentica carneficina compiuta dalla Juve ai danni della vittima sacrificale Lecce: i giallorossi di De Canio avevano già dimostrato contro il Milan di soffrire i grandi palcoscenici e di non essere pronti a novanta minuti di attenzione assoluta e di impegno totale senza sbavature e con velocità e pressing per togliere il fiato alle fonti di gioco avversarie. Non un sufficiente banco di prova contro cui testare i miglioramenti mostrati dall’intera squadra juventina a partire dal reparto difensivo, finalmente solido e concreto, con Bonucci molto più presente mentalmente nella partita – pur con le consuete imprecisioni – e Chiellini che ha ritrovato la sicurezza di un tempo: l’assetto con De Ceglie e Grygera offre molte più garanzie in fase di copertura di quante ne potesse offrire Motta, eterno giovane di belle speranze ma sempre deludente nel momento di compiere il passo verso la maturazione.
Ma è soprattutto il centrocampo a certificare una rivincita di Delneri contro quella parte della critica che lo additava come monoliticamente bloccato sul 4-4-2 con ali e terzini di spinta ed incapace di variare le proprie soluzioni: l’assetto di questa Juve ritrovata valorizza appieno l’uomo in più Krasic, mettendolo nelle condizioni di poter liberare la sua furia scatenata senza gravarlo eccessivamente di compiti di copertura. Perno del gioco sulla mediana è Alberto Aquilani, inventiva e qualità ad ogni tocco di palla, protetto dagli scudieri Felipe Melo e Marchisio, il cui inserimento sul centrosinistra del centrocampo ha comportato il dirottamento – finalmente – di Pepe in panchina.

“Ritrovato” è l’aggettivo di cui potremmo fare abbondante uso per quasi tutti i componenti della rosa bianconera: Chiellini, tornato a grandi livelli, Grygera, ripescato dal dimenticatoio, Felipe Melo, diventato addirittura rigorista e idolo dei tifosi, Aquilani, finalmente in buone condizioni, e anche Quagliarella, che in coppia con una prima punta di peso come Amauri è più libero di farsi trovare pronto anche in zona goal. Un’intera squadra – insomma – che gira a pieno ritmo, con i punti deboli di un tempo che diventano ora chiavi fondamentali e imprescindibili nella costruzione di un’idea nuova che sta piano piano mostrando i primi segni di realtà: Delneri sembra dunque aver trovato la quadratura del cerchio e aver seguito il percorso giusto dopo i primi mesi di necessario adattamento. Occorre ora trovare continuità per non smarrire subito la retta via e rendere tutti i movimenti automatici, colmando il gap con le squadre di vertice anche e soprattutto con il carattere e il piglio della grande squadra, quella che contro avversari forti non si lascia trascinare dalla pressione e dal nervosismo ma mette sempre in mostra il proprio gioco e le proprie qualità: siamo sulla strada di una Juve che si impone, forte di una grande vena realizzativa e che, a differenza dell’inizio, riesce anche a non prenderne. Da Salisburgo in poi, i primi veri test per promuovere definitivamente i progressi di quest’ultimo periodo.

Passando ai singoli:

Storari 6.5: Classica partita che i portieri temono in modo particolare. 90 minuti di nulla, con l’unico neo di un tiro pericoloso da sventare: Corvia non fa male al portiere bianconero, bravo e fortunato a farsi trovare nella posizione giusta e a non farsi sorprendere dall’unica vera sortita giallorossa.

Grygera 6: L’uomo del “compitino” fa il suo anche stavolta, dimostrandosi assai prezioso come guardaspalle del tornado-Krasic. Non viene preso in mezzo dalle ripartenze leccesi e controlla con la necessaria autorevolezza la sua zona di competenza.
Bonucci 6: Quando riuscirà ad eliminare le sbavature dalle sue prestazioni potrà nobilitare maggiormente le proprie valutazioni. Nell’attesa che mostri il perchè di 15.5 milioni spesi, offre un’altra prestazione sufficiente, agevolato dall’abulia offensiva del Lecce e dalla presenza al suo fianco di un Chiellini trascinatore.
Chiellini 7: La ritrovata solidità difensiva è anche e soprattutto merito suo. Fisicamente è tornato il Giorgio dominante, che recupera in velocità e non si lascia sorprendere sullo stacco, mentalmente è costretto anche a coprire le amnesie del compagno di reparto: non si lascia mai sorprendere nè da Corvia nè dagli inserimenti di Jeda e dell’ex Olivera, sfoderando una prestazione da vero leader in campo.
De Ceglie 6.5: In partite in cui non c’è da patire troppo, la sua maggiore propensione alla fase di spinta torna molto utile al nuovo modulo della Juve di Delneri. Con Marchisio sacrificato a fare la spola tra la sinistra e il centro, per lasciare libero Aquilani di orchestrare la manovra, tocca all’esterno ex Siena il compito di avanzare e rifornire anche la fascia sinistra di corsa e qualità.

Krasic 8+: Terrorizza Mesbah e l’intera difesa del Lecce con folate imprendibili contro cui nessuno dei giallorossi riesce a opporre adeguate contromisure. Crea sempre superiorità numerica, punta costantemente l’uomo in velocità e si propone instancabilmente ad ogni sortita offensiva della Juve: suoi gli spunti migliori, suoi gli assist a Del Piero e Quagliarella, sue alcune conclusioni che mettono i brividi a Rosati. Letteralmente fenomenale, gli manca solo il goal per coronare in maniera perfetta una prestazione monumentale.
Felipe Melo 7.5: Sorpresa di questo inizio di campionato bianconero, passa da odiato numero 1 a idolo della tifoseria, permettendosi il lusso di un rigore con cucchiaio alla Totti e di diventare a suo modo uomo simbolo della rinascita juventina. Sgravato dai compiti di regista, che evidentemente non appartengono al suo DNA, il brasiliano è tornato sui livelli di Firenze, capace di interdire a più riprese e anche di proporsi in fase offensiva, mettendo in mostra una condizione scintillante e trasformandosi in vero e proprio punto di riferimento.
Aquilani 7.5: Il suo ingresso in pianta stabile tra i titolari coincide con l’aumento di rendimento dell’intera squadra. Qualità e fantasia che danno ad ogni azione bianconera i connotati della pericolosità, è puntuale e preciso nell’innescare Krasic e semplicemente meraviglioso nel raccogliere l’assist di Marchisio e nel depositare in rete nell’angolino basso alla sinistra di Rosati un destro di pregevole fattura.
Marchisio 6.5: In attesa di consacrarsi in questa nuova dimensione di interno di sinistra, svolge a dovere il proprio compito, non facendo mai mancare il proprio apporto sia in fase difensiva che nell’assistere i compagni in avanti. Suo l’assist per il primo goal bianconero di Aquilani.

Amauri 6.5: L’ariete ideale per il modulo di Delneri. Abile a lottare fisicamente per far salire la squadra, preciso nel fare da torre di testa ed offrirsi al gioco di sponda per gli accorrenti compagni, sempre presente nel mettere in difficoltà la debole retroguardia avversaria.
Quagliarella 6.5: Buona partita dell’ex Napoli e Udinese, finalmente puntuale nei movimenti offensivi, non andando mai a pestarsi i piedi con Amauri e proponendosi sempre dove sa di poter fare male. Corona una prestazione sufficiente con il goal di testa sul secondo palo che vale il 3-0 bianconero.

Sissoko s.v.
Pepe s.v.
Del Piero 178
: La storia.

Delneri 7.5: Se è vero che un allenatore deve essere soprattutto bravo a non metterci del suo nelle crisi delle proprie squadre, Gigi si dimostra grande tecnico, mettendo da parte il 4-4-2 con due ali e proponendo un modulo asimmetrico inserendo a centrocampo la qualità e la corsa di Aquilani e Marchisio. Sembra avere saldamente in mano il timone della nave bianconera e la conduce con grande decisione e sapendo sempre optare per le soluzioni più adeguate alla situazione da affrontare.

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