“Chiedo scusa all’Italia, ero ubriaco”. Le parole di Ivan. Intanto altri 19 arresti.

Dal carcere femminile di Pontedecimo, parla , il capo ultrà serbo protagonista di Italia-Serbia. “Chiedo scusa all’Italia e agli italiani. La mia era una protesta contro la Federcalcio serba ma ho esagerato: avevo bevuto troppo. Mai abbiamo pensato di danneggiare l’Italia che è un paese che mi piace molto. Non c’ero mai stato, ma è bellissimo“. Il serbo, il giorno dopo l’arresto, ci tiene a precisare anche alcuni aspetti politici: “Sono un nazionalista, come tutti ma non sono una tigre di Arkan”. Poi conclude “Sono un grande tifoso della Stella Rossa di Belgrado ed ero arrabbiato anche con il portiere della nostra nazionale, che è cresciuto nella Stella Rossa dalle giovanili ed è passato al Partizan”.

Domani Ivan sarà interrogato dal gip genovese De Matteis per la convalida dell’arresto: potrebbero essere chiesti il patteggiamenteo della pena a 2 anni e la conseguente espulsione perchè extracomunitario. Se non fosse concesso il patteggiamento, il serbo rischia da 1 a 4 anni di reclusione, che potrebbero anche aumentare per le aggravanti.

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E se in Italia arrivano le scuse di Ivan, dalla Serbia arrivano minaccie dagli altri ultras che erano presenti allo stadio: “Dopo quello che è successo stavolta, cosa vi aspettate? Ci saranno problemi sia per la vostra Nazionale sia per quelli che la seguiranno. La vostra polizia è stata troppo violenta, ma non siamo contenti che la partita non si sia giocata“. Un altro ultrà, racconta: “Nel settore serbo poteva entrare di tutto, non solo fumogeni. L’obiettivo era la nostra Federazione. Siamo arrabbiati col presidente Karadzic perché ha esonerato l’ex c.t. Antic, che per noi è un idolo“. Poi parole anche più dure: “Fossimo stati più numerosi, avremmo picchiato i vostri poliziotti. Un italiano ha tirato fuori una bandiera dell’Albania e una dell’Italia: i serbi si sono arrabbiati e un capo ha bruciato quella dell’Albania“. E ancora: “Non siamo nazisti, siamo nazionalisti. Abbiamo comprato i razzi di segnalazione in un negozio in Via Gramsci: a Belgrado non possiamo manifestare e così Genova era il palcoscenico adatto per far conoscere le nostre idee”

E intanto il bilancio fortnito dalla questura di Genova è di 8 arresti, 47 denunce e 35 espulsioni già effettuate. Altri 19 serbi sono stati arrestati nella loro patria dopo essere stati perquisiti e controllati minuziosamente.

Clicca sui link per leggere gli articoli correlati:

Il video dell’arresto di Ivan.

La testimonianza di un tifoso presente allo stadio.

Il racconto della serata.

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