Kakà-Milan. Tutte le verità sul ritorno in rossonero.

Le voci si sono diffuse a partire da stamani ed è riportata anche da alcuni giornali, segno che qualcosa si sta pur muovendo. E se lancia la notizia Tuttosport, che spesso propone colpi di mercato più per le vendite che per raccontare la verità, questa volta potrebbe essere invece tutto vero. Sia nei tg sportivi nazionali che in quelli locali, la notizia era d’apertura: a gennaio. Ma vediamo con calma tutta l’attuale situazione.

Milan-Inter: derby di mercato? Assolutamente No.

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In primis va ricordato che anche l’Inter si era fatta avanti per il brasiliano qualche settimana fa, rilasciando anche dichiarazioni chiare sia dal presidente Moratti, che da Paolillo. E’ qui che l’idea di un ritorno di Kakà ha stuzzicato i dirigenti del Milan e sopratutto Galliani, che ha iniziato subito a sondare il terreno. Ad oggi si legge che per il brasiliano sarà un derby tra le due milanesi, ma in tal caso è chiaro che il Milan non ha rivali per l’acquisizione del giocatore. Tutti sappiamo che Kakà è nato nel Milan, che il ragazzo voleva diventare una delle bandiere della squadra, che ha vinto un pallone d’oro con la maglia rossonera, che tutti i tifosi lo amavano e ne era diventato un idolo. Tutto ciò ovviamente prima della clamorosa e misteriosa cessione. Diciamo misteriosa in quanto non si è mai capito bene chi è perchè ha voluto la cessione: Berlusconi ha sempre detto che Kakà voleva andare via, Galliani ha detto che non potevano essere rifiutati tutti quei soldi e lo stesso giocatore, dopo aver rifiutato il City, ha ammesso di esser andato via a malincuore, ma per il bene della società. Una questione di soldi, quindi, con il presidente che ha preso la decisione finale e cioè la vendita, dopo che pochi mesi prima aveva detto che Kakà sarebbe stato rossonero a vita. In fin dei conti, se il fuoriclasse brasiliano decidesse di tornare in Italia, non ci sono dubbi che sceglierebbe il Milan, la sua vera casa. Possiamo aggiungere anche un’altra cosa: guardando il passato è il Milan che ha fatto sempre clamorosi acquisti “ex interisti”, alcuni andati molto bene, altri un pò meno. Ne sono un esempio Pirlo e Seedorf, due nerazzurri affermati, ma che hanno trovato la consacrazione nel Milan; e Ronaldo e Vieri? Due che all’Inter dovevano restarci a vita, ma che al Milan ci sono andati di corsa. Ed è recente anche la vicenda Ibrahimovic, entrato nelle grazie dei tifosi interisti e adesso entrato nel cuore dei milanisti a suon di gol. La stessa strada percorsa al contrario, cioè dal Milan all’Inter, è successa pochissime volte e non certo con giocatori che erano stati dei pilastri importanti per la squadra rossonera (Helveg, Umit Davala, Davids per citarne alcuni).

Perchè il Real Madrid potrebbe lasciar partite il giocatore?

Kakà al Milan è un ipotesi piuttosto realizzabile. Il giocatore è in totale rottura con il mister Mourinho, che nonostante sapesse di avere in squadra il talento ex Milan, ha preferito acquistare e puntare sul tedesco Ozil. Per non scordarsi che poi è stato preso anche Angel Di Maria. Kakà è attualmente infortunato e il suo rientro è previsto a gennaio. Difficile però che per lui ci sia posto in campo e allora lo stesso brasiliano potrebbe chiedere la cessione. Il club madrileno accetterebbe anche perchè difficilmente continuerebbe a pagare uno stipendio così elevato per un giocatore che non è più fondamentale per la squadra e che dovrebbe riscaldare la panchina, se non la tribuna. Se poi vogliamo dirla tutta, l’infortunio del giocatore è stata più una fortuna per Mourinho, che così non si è dovuto porre il problema di dovergli trovare un posto in qualche modo. E se adesso l’infortunio di Kakà nasconde il problema, presto il giocatore tornerà disponibile e allora tutti i problemi torneranno a galla. E i tifosi? I tifosi non reagiranno certamente come quelli del Milan, alla notizia del passaggio di Kakà al Real: anche un anno fa, con Pellegrini in panchina, Kakà ha tutt’altro che estasiato, non riuscendo farsi amare dal pubblico che più volte lo ha fischiato. Quindi nemmeno i tifosi madrileni, al pari di Mou, cercherebbero di evitare la cessione. In pratica come è accaduto con Ibra, che non trovandosi più bene con Guardiola, ha preferito cambiare aria. O meglio ancora come è accaduto con Sheva che dopo anni di grazia con il Milan, si è ritrovato a fare la comparsa nel Chelsea e proprio Mourinho (a quei tempi alla guida dei blues) lo ha spinto verso il ritorno in rossonero (anche se poi non è stato più lo stesso giocatore).

Ecco come potrebbe svilupparsi l’operazione.

Il Milan prima di tutto deve convincere il Real Madrid a far partire il giocatore, anche se come scritto sopra ci sarà poco da convincere. Kakà ha già espresso la volontà di voler giocare e quindi di voler trovare una squadra che punti su di lui. La dirigenza potrebbe quindi provare a proporre la stessa formula con cui è arrivato Ibrahimovic e cioè un prestito gratuito per sei mesi a partire da gennaio, con riscatto obbligatorio fissato a circa 30 milioni, pagabili in tre anni. Il Real Madrid potrebbe cercare di alzare il prezzo nel tentativo di rientrare in quei 64 milioni spesi nel 2009, ma sa benissimo che potrebbe essere l’ultima occasione di cedere il giocatore a una cifra del genere e potrebbe quindi accontentarsi. Infatti Kakà risulterebbe essere il vice di Ozil, quindi un giocatore costretto alla panchina nel caso in cui rimanesse a Madrid. Di conseguenza il suo prezzo calerebbe inesorabilmente, con gli anni che ormai lo portano verso i 30 e una condizione fisica non eccelsa. Proprio per questo Galliani potrebbe ancora far calare il prezzo, per non avere il rischio di ritrovarsi un giocatore finito. In tutto questo però potrebbe esserci il Manchester City che da sempre sappiamo sogna Ricky e quindi potrebbe proporre cifre non alla portata del Milan, anche sul piano dell’ingaggio.

Kakà arriva solo se parte Ronaldinho. Non è assolutamente vero.

Si legge sui giornali che Kakà arriverà solo se Ronaldinho va via. Tutte bugie. Si scrive questo, solo perchè Ronaldinho è in scadenza di contratto a giugno 2011 e allora fare l’accoppiata diventa facile. Perchè se arriva Kakà deve andare via Ronaldinho? Nessuno si ricorda che i due hanno giocato insieme nel Milan? Nessuno si ricorda che quando non c’era Ronaldinho, nel Milan c’era un tale di nome Rui Costa che nell’albero di natale di Ancelotti giocava proprio con Kakà, dietro a Shevchenko? E nessuno si ricorda che prima che arrivasse Kakà, il Milan nonostante avesse Rui Costa prese Rivaldo che fino a quel momento era il miglior giocatore del mondo? Sembra che nessuno si ricordi. E allora vi passiamo al recente passato. A fine agosto si scriveva che il Milan avrebbe dovuto sacrificare Borriello per l’arrivo di Ibrahimovic. Non è stato cosi, poichè Borriello è stato ceduto solo e sottolineo solo, dopo l’ufficialità di Robinho, come è stato detto dallo stesso Galliani, che ha rivelato di una telefonata con Berlusconi, nel quale l’ad chiedeva al presidente se poteva chiudere per Robinho nonostante ci fossero in rosa Inzaghi, Ibra, Borriello e Pato. Lo stesso Borriello ha poi detto che al momento che ha saputo di Robinho, per lui non c’era più spazio e dopo aver rifiutato la Juventus è andato a Roma. Quindi senza ulteriori giri di parole, non per forza il Milan deve cedere un giocatore per arrivare a un altro. E soprattutto non per i motivi per cui si scrive. Si legge poi di una eventuale cessione di Ronaldinho in America. Proprio adesso che il giocatore sembra poter tornare ai livelli di Barcellona? Non crediamo proprio, dopo quello che è stato fatto per portarlo in rossonero. Se poi vogliamo trovare un giocatore che deve partire, Dinho ci sembra il meno adatto. Io invece starei attento al City che ha offerto 75 milioni per Pato. Quindi soldi da poter poi reinvestire in Kakà. E Pato, come quando è stato ceduto Kakà, non è certo nella forma migliore e subisce molti infortuni negli ultimi tempi.

Perchè il Milan deve puntare su Kakà?

Il Milan non deve puntare su Kakà! Il Milan ci ha già puntato tempo fa e ha vinto. Adesso è il momento di fare una scommessa e per Kakà ne vale la pena. Se il giocatore risulta essere integro, allora si può fare. Con Ibrahimovic si creerebbe una coppia davvero forte e se poi ci mettiamo anche Pato, Ronaldinho o Robinho, sveniamo al solo pensiero. Un calcio champagne che da sempre è simbolo del Milan e che da sempre è il motto del presidente Berlusconi. Un motivo in più? Kakà difficilmente rientrerà prima di gennaio e non avendo ancora giocato una partita in questa stagione potrebbe giocare anche la Champions con la maglia del Milan. Non vi bastano come motivi? E allora puntiamo anche sul lato economico. Comprato nel 2003 a 8 milioni, rivenduto nel 2009 a 64 milioni. Lo si può ricomprare a 30 e nonostante tutto si ha un giocatore in rosa come Kakà che non è costato nulla, anzi che per averlo ci hanno dato 26 milioni di euro. E un imprenditore come Berlusconi che nel Milan negli ultimi anni, ci vede sopratutto un guadagno, potrebbe essere una scommessa perchè se torna il giocatore di due anni fa, potrebbe sempre rivenderlo per cifre che si potranno aggirare sui 50-60 milioni (finchè c’è il City). Inoltre Kakà ha 28 anni, quindi non tornerebbe un giocatore finito, ma un calciatore che può dare tanto al calcio e ancora tanto al Milan. Insomma non proprio come è successo con Sheva.

Il tutto però dipende dal Real, da Mou e dallo stesso Kakà. Non ci rimane che attendere queste settimane per vedere come andrà a finire. Nel frattempo però siamo stufi di non vedere Kakà giocare, ma di sentirlo solamente cantare.

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