Ecco la seconda parte del lavoro di Lord Grifo!
L’U20 di Brando!
Manca poco. La terza edizione dei mondiali U20 è alle porte e l’Italia, condotta da Brando, sarà sicuramente una delle protagoniste.
Ad una giornata dal termine i gironi sono pressoché fatti. Gli azzurrini, complici anche 4 sconfitte di fila nelle ultime giornate scendono al 5° posto per poi risalire al 4° con una prestigiosa, per quanto ininfluente, vittoria sugli inglesi. E niente cambierà dopo gli ultimi 80 minuti.
Per le prime sette della classe tutto è deciso, nel girone A troveremo Nuova Zelanda, Italia e Inghilterra; nel B si scanneranno per il passaggio del turno Irlanda, Stati Uniti, Australia e Sud Africa. Le ultime 5 piazze disponibili se le spartiranno Galles, Argentina, Giappone, Francia e Scozia. Già eliminate da tempo Canada, Romania e gli isolani.
Torniamo agli azzurrini. Finire con gli All Blacks significa lottare per il secondo posto. Piazza d’onore che presumibilmente ci giocheremo con gli inglesi. Decisivo sarà l’ordine delle squadre che affronteremo, non dimentichiamo che ci saranno anche tre outsider che, pur non avendo chances di raggiungere le semifinali, tenteranno il colpaccio con le grandi.
L’avventura di Brando non era incominciata nei migliore dei modi. Dopo il bronzo negli ultimi mondialini e con una marea di ragazzi che lasciavano per limiti di età, era difficile ricostruire quasi da zero una nazionale subito vincente. E infatti arrivarono delle sconfitte da formazioni ben al di sotto del nostro livello; Isole del Pacifico, Scozia e Argentina ci condannarono ai piani bassi della classifica. Addirittura la partita con il Canada era decisiva per il morale della nazionale e, sentendo molto la pressione, Brando e compagnia si imposero solamente di 10 punti.
Qualcosa però cambiò; arrivarono fiducia, bel gioco e tattiche giuste. Iniziò così un capolavoro. Capolavoro sì, perché se asfaltammo in sequenza Galles, Giappone e Australia, quello che Brando fece da Natale (un segno?) al 2 gennaio ha dell’incredibile, per non dire epico. Gli azzurrini giunsero alla vigilia di Natale e alla vigilia della sfida con i tuttineri con un record di 7 vittorie e 4 sconfitte; Brando sapeva di avere una buona squadra ma lo spettro di tre scoppole con Nuova Zelanda, Inghilterra e Stati Uniti non era da sottovalutare. Invece furono gli 8 giorni che nessun tifoso italiano potrà dimenticare; due vittorie nette (21 e 13 punti) seguita da un sofferto 17 a 10 in terra americana ci proiettarono nell’olimpo della classifica e tutti i manager avversari capirono che ora con noi c’era poco da scherzare.
Seguì prevedibilmente una sconfitta di misura con la Francia, dovuta dalla stanchezza dei nostri, ma poi la marcia trionfale proseguì con quattro perentorie vittorie che ci portarono in solitario dietro ai maestri neozelandesi. Secondo posto che perdemmo subito con la sconfitta con i sorprendenti irlandesi che ci scavalcarono, per poi riprendere a vincere contro Argentina e Canada.
E qui successe qualcosa di imprevedibile. L’Italia smise di giocare e quattro sconfitte ci fecero precipitare dove siamo ora. Sconfitte volute? Brando ha cercato il girone con i tuttineri? O semplicemente ha provato, a qualificazione certa nuove tattiche?
Nazionale Seniores
Tommi, per passare ai grandi, è stato confermato a furor di popolo CT dopo il bronzo conquistato sugli eterni rivali statunitensi. E, per non essere da meno, come Brando ha avuto un inizio della nuova gestione non facilissimo. Se la sconfitta con i kiwi era inevitabile, i 35 punti subiti dall’Argentina hanno sorpreso un po’ tutto l’ambiente.
Il nostro CT, forte di uno zoccolo duro di campioni che non è cambiato, tornava subito in carreggiata inanellando un filotto di sette vittorie per poi venire sconfitto dalla, oramai nostra bestia nera, Francia. Ora il record è di 9 vittorie contro 4 sconfitte che ci proiettano ad un tranquillo 5° posto.
Salta subito all’occhio guardando la classifica un dato importante e da non sottovalutare. Si subiscono pochi punti e si vince, ma raramente raggiungiamo il bonus mete e questo ci penalizza con le altre nazionali al nostro livello che invece sembrano più brillanti nella fase offensiva. Un problema che tommi dovrà risolvere se vorrà tra pochi mesi raggiungere ancora il podio nella massima competizione di Blackoutrugby.




