Mondiali di Basket: Riscatto Spagna, estasi Turchia

Seconda giornata del Mondiale con pochi spunti da aggiungere alle sorprese che avevano caratterizzato il primo round: gli USA proseguono nel loro cammino sotterrando una Slovenia che fa di tutto e di più per non mettere in difficoltà i mostri americani, Francia e Argentina si confermano e le note liete giungono dai padroni di casa della Turchia, usciti vincitori dal big match di giornata contro i Russi di coach Blatt.

SOGNO TURCHIA: Davanti a un pubblico meraviglioso, autentico uomo in più per la truppa di Tanjevic, Turkoglu e compagni non deludono le attese di un paese intero, regolando con autorità la giovane Russia di Blatt, carente in leadership a causa dell’assenza del veterano Holden.
Partenza in linea con gran parte delle gare viste sinora a questo mondiale: tanta confusione offensiva, percentuali bassissime, ritmo scarso e punteggio che fatica a raggiugnere la doppia cifra. Nei Turchi in particolare il faro Turkoglu non ingrana la marcia giusta e continua con forzature ed errori, in particolare dalla grande distanza: il gioco messo in mostra da Tanjevic nel primo quarto è un tentativo mal riuscito di accelerare e trovare tiri smarcati, nella maggior parte dei casi dal perimetro, ma la Russia non è la Costa d’Avorio spazzata via nell’opening e così ci si deve affidare all’intensità a rimbalzo e nel pitturato di Ersan Ilyasova per rimanere agganciati ad una Russia volenterosa ma imprecisa.

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Dopo un primo quarto concluso avanti di 1 con tripla di Tunceri, la Turchia cambia marcia e preme sul pedale dell’acceleratore: cambio di ritmo da scuola guida del basket, di cui “Boscia” Tanjevic è gran maestro e Russia che si ritrova messa subito alle corde. Ritmo intenso soprattutto in difesa, con la continua alternanza tra uomo, zona e zone-press: Blatt non riesce a trovare contromisure adeguate, Ponkrashov, ottimo all’esordio, si schianta costantemente e non riesce a creare gioco per i compagni, i tiratori Fridzon e Monya sparano a salve, mentre il giovane Vorontsevich alterna buone giocate ad errori incredibili.
Sono solo 7 i punti messi a referto dalla Russia nel secondo periodo, dominato dai lunghi turchi Asik ed Erden, quest’ultimo prossimo a debuttare in NBA con la maglia dei vicecampioni NBA dei Boston Celtics: dall’altra parte, un pur positivo Kaun non viene aiutato a dovere dai compagni di reparto, tra cui si segnala in negativo ancora una volta il neoacquisto Knicks Timofey Mozgov, lento, legnoso e sempre a rischio falli.

Con i Turchi avanti di 11 all’intervanno, il terzo parziale si apre con 4 canestri in fila di un ottimo Asik, ma il colpo di grazia arriva dalla classe e dal talento di Hedo Turkoglu (0 punti nella prima metà di gara, 16 nella seconda): l’ex Raptor entra in campo con la faccia giusta e colleziona una serie di tiri a bersaglio, con ciliegina “bomba” finale a scrivere l’happy ending tra le urla in visibilio del pubblico di casa. C’è tempo e spazio anche per lo spettacolo, con canestro da quasi metà campo di Arslan e gli ultimi minuti sono di gestione tranquilla e senza patemi d’animo, anche in virtù dell’arrendevolezza di una Russia senza sbocchi offensivi.
Finale 65-56, con Monya a 13 per la Russia e Turkoglu top scorer della partita a quota 16.

RIPARTE LA SPAGNA: Muove la casella delle W a quota 1 anche la Spagna di Sergio Scariolo, battuta all’esordio dalla Francia di Gelabale (protagonista anche nel successo agevole contro il Libano) e già contestata dalla stampa in patria: la Roja non incanta, parte con il ritmo offensivo adeguato ad un Mondiale, alternando in maniera migliore soluzioni dal perimetro (con il 50% finale e il 4/7 di Juan Carlos Navarro) a servizi in post per i propri lunghi: Marc Gasol, appena sufficiente al debutto mondiale, si riscatta, martellando con costanza la difesa Neozelandese e caricando di falli i lunghi avversari. Dopo le troppe imprecisioni della prima giornata, tornano efficaci anche i tiri liberi (21/25 totale, con 8/9 dello stesso Gasol), ma è la tenuta mentale a lasciare ancora qualche punto di domanda sulle velleità di bis degli Iberici: nel secondo quarto, Penney trascina alla rimonta la Nuova Zelanda, mentre la Spagna è difensivamente svagata.

Le cose migliori vengono messe in mostra da Ricky Rubio: quando il play draftato da Minnesota gioca a servire i compagni, lo spettacolo è assicurato e così dopo l’alley oop che permette a Rudy Fernandez di volare sopra le teste di tutti per affondare nel canestro, sono altri 10 i palloni al bacio con cui Ricky manda a bersaglio i compagni. 10 e lode anche al no look a Reyes, marchio qualità pura, e la gara torna in men che non si dica sui binari giusti per la Spagna: quando le Furie Rosse accelerano il punteggio e il divario aumentano sensibilmente e dopo essere stati punti sul vivo dall’orgoglio neozelandese, terzo e quarto periodo sono monologo spagnolo. Gasol chiude a quota 23 un’ottima gara, realizzando un gioco da 3 punti che manda lo scarto oltre i 20 punti, mentre per gli Oceanici oltre al solito Penney, si mette in mostra anche il classe ’87 Abercrombie, con 19 punti.
Notevoli le percentuali al tiro degli Spagnoli: 73.5 da 2 punti e 50% dalla lunga distanza.
Successo quindi per 101-84 e riscatto parziale dopo la sconfitta con la Francia: rimane la sensazione di una squadra che a tratti potrebbe spazzare via chiunque, soprattutto se regge l’asse play-centro Rubio-Gasol e se il tiro degli esterni Navarro e Fernandez (a referto anche con 12 rimbalzi) trova continuità.

TRA LE ALTRE, SUCCESSI PER USA E ARGENTINA: Ancora niente panico per gli Stati Uniti di Coach K. Guidati dal loro leader designato Kevin Durant (22 punti), gli USA hanno ragione senza patimenti di sorta di una Slovenia aggressiva e orgogliosa, ma molto, troppo confusionaria, in cui Goran Dragic non incide e in cui manca l’apporto a rimbalzo dei lunghi Brezec e Nachbar. Ancora una volta, l’ampiezza della rosa USA piazza il break decisivo: dalla panchina escono Rudy Gay, che in 15′ realizza ben 16 punti, Russell Westbrook, che chiude con 11 e 5/7 complessivo dal campo, e soprattutto Kevin Love. Il lungo dei T-Wolves è ancora una volta decisivo, mettendo a referto in soli 13′ una doppia doppia da 10 punti e 11 rimbalzi.
Finale 99-77 USA, con il solo Nachbar a salvarsi dal punto di vista realizzativo per gli Sloveni (14 punti).

Buone notizie anche dall’Argentina, squadra che dimostra una volta di più quanto a livello FIBA sia importante saper soffrire e saper tenere botta in ogni circostanza di gara: con Delfino fuori giri rispetto all’esordio contro la Germania, tocca a Luis Scola orchestrare la rimonta contro l’Australia, vincitrice al debutto all’ultimo respiro con la Giordania, abituata ormai ai finali da fiato sospeso. Le Twin Towers Maric e Andersen steccano la serata, il primo condizionato dai falli, il secondo impreciso al tiro, ma i punti arrivano questa volta dagli esterni, con Ingles e Mills sopra i 20 punti. Tocca al lungo Rockets rimettere le cose a posto e il parziale di 6 punti nell’ultimo quarto, che porta Scola sopra i 30, basta a concludere la contesa con scarto minimo: 74-72.

Tra le altre, la Grecia esce vincitrice da un match nervoso con Porto Rico, privo di Arroyo infortunato: un tecnico nel finale di gara alla panchina portoricana manda avanti gli Ellenici, trascinati da uno Spanoulis in stato di grazia. Restano a quota zero Giordania (sconfitta 65-79 dall’Angola), Costa d’Avorio (piegata da Yi Jianlian, 26+9, e dalla Cina per 83-73) e Canada, che arriva a un passo dalla sorpresa ma cede alla quotata Lituania.
Vittoria facile per la Francia contro il Libano e per il Brasile contro la Tunisia, riscatto Croazia contro l’Iran (in cui si segnala ancora un ottimo Haddadi da 27+9), mentre serve un Jagla cinque stelle per portare la Germania, priva di Nowitzki, oltre l’ostacolo Serbia (82-81 il finale).

RISULTATI E CLASSIFICHE:

GR. A:

Giordania-Angola 65-79
Serbia-Germania 81-82
Argentina-Australia 74-72

Classifica: Argentina 2-0, Serbia 1-1, Angola 1-1, Australia 1-1, Germania 1-1, Giordania 0-2.

GR. B:

Croazia-Iran 75-54
Slovenia-USA 77-99
Brasile-Tunisia 80-65

Classifica: USA 2-0, Brasile 2-0, Croazia 1-1, Slovenia 1-1, Tunisia 0-2, Iran 0-2.

GR. C:

Cina-Costa d’Avorio 83-73
Grecia-Porto Rico 83-80
Turchia-Russia 65-56

Classifica: Turchia 2-0, Grecia 2-0, Russia 1-1, Cina 1-1, Porto Rico 0-2, Costa d’Avorio 0-2.

GR. D:

Spagna-Nuova Zelanda 101-84
Lituania-Canada 70-68
Libano-Francia 59-86

Classifica: Francia 2-0, Lituania 2-0, Spagna 1-1, Libano 1-1, Canada 0-2, Nuova Zelanda 0-2.

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