Mondiali di basket: Falsa partenza della Spagna

 SCONFITTA SPAGNOLA: Arriva proprio dalla Spagna, grande favorita insieme agli Stati Uniti per la vittoria finale, la prima sorpresa di questo mondiale in Turchia: la truppa di Sergio Scariolo cede il passo ad una Francia volitiva e atletica, pronta a sfruttare i momenti di appannamento iberici e a chiudere la gara nel momento decisivo.
Grande sfida tra potenze del basket europeo dominata più dagli assenti che dai presenti, con Pau Gasol, Mickael Pietrus, Ronny Turiaf e Tony Parker raggiunti nella fase di preparazione anche dal playmaker di Dallas Rodrigue Beaubois, ai box per qualche mese con una frattura ad un piede, e da Josè Calderon, cui la maglia delle Furie Rosse non porta molta fortuna, visto l’infortunio anche durante le Olimpiadi.
Altro banco di prova importante per Ricky Rubio, atteso dalla stagione di maturità in ambito europeo prima di staccare il biglietto per lo spettacolo del basket d’Oltreoceano, e per Marc Gasol, cui spetta l’ingrato compito di fare le veci del fratello Pau.

La partita in realtà offre ben poco entusiasmo: il livello di gioco del primo quarto rasenta la desolazione, con i transalpini incapaci di costruire alcunchè e costretti a sbloccare quota 0 quasi a metà del quarto, mentre la Spagna vive delle fiammate di Rudy Fernandez, discontinuo ma a tratti efficace, e delle invenzioni sugli scarichi di Rubio, pronto a pescare sull’arco tiratori della qualità di Juan Carlos Navarro e Jorge Garbajosa.
La Francia mette in mostra un Diaw in evidente ritardo di condizione, un Tourè condizionato dai problemi di falli e un Batum dominante fisicamente ma ancora poco costante a livello realizzativo: la partita cambia con l’ingresso di Mickael Gelabale, che guida i suoi ad un controparziale che rimette in bilico le sorti di un incontro che aveva visto la Spagna doppiare gli avversari e amministrare in tutta tranquillità il margine.
Le triple di Gelabale e l’impatto dalla panchina di Koffi, perfetto dal campo con 11 punti in 14 minuti di gioco, fanno saltare ogni certezza spagnola e nemmeno le urla di Scariolo ridanno mordente e morale a una squadra disunita e non in partita a livello mentale: alla prima difficoltà gli Spagnoli non reagiscono, forzando giochi offensivi per tiri da 3 ad alto coefficiente, con errori di Navarro e Fernandez, e sbagliando una quantità innumerevole di tiri liberi. L’abulia dalla linea della carità porta le percentuali spagnole a ridosso del 50%, con Gasol a 2/6 e Reyes addirittura a 2/8: le uniche iniziative importanti sono di Ricky Rubio, che spacca la difesa in penetrazione e pesca i compagni sempre in maniera puntuale.

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Il finale si accende con il sorpasso francese e l’uscita dopo un tecnico di Rudy Fernandez: lo spagnolo si vede fischiare un contatto dubbio e reagisce correndo con le mani nei capelli. La terna arbitrale non perdona e per il Blazer è quinto fallo: 4 liberi e la Francia mette il sigillo sulla partita, con la mano di un ottimo Albicy (altro giovane da tenere d’occhio) che non trema e con la rimonta spagnola, accesa da due triple di Navarro, che si spegne su una palla persa.
Vince la Francia 72-66: premiata così la maggior costanza realizzativa dei Francesi, a dispetto di una Spagna troppo legata al tiro da fuori e senza impatto dalle rotazioni, con i Francesi a dominare 45-13 nei punti dalla panchina. Migliori realizzatori Gelabale (16) per la Francia e Navarro (17) per la Spagna.

STATI UNITI AVANTI TUTTA: Dura solo un quarto invece la resistenza croata allo strapotere degli Stati Uniti di coach Krzyzewski.
Il gioco croato è tutto incentrato sul pivot del Real Madrid Ante Tomic, con un futuro NBA già scritto in maglia Utah Jazz: l’ex Raptor Roko Ukic, deputato al compito di accendere la luce dell’attacco, in realtà tiene costante la pressione sul pulsante OFF dell’interruttore e chiuderà con 2/11 dal campo.
Con la palla in post a Tomic, si aprono sugli scarichi l’ottimo Bogdanovic e Popovic, che si alza dalla panchina per colpire dalla lunga distanza la distratta difesa statunitense: gli americani faticano contro la zona messa in mostra da coach Vrankovic, ma dopo un primo parziale chiuso con soli 2 punti di vantaggio riacciuffati in extremis, l’energia di Eric Gordon dà la carica giusta.

Il secondo quarto è lezione di basket, con i croati tenuti alla miseria di 6 punti contro i 26 degli USA: Durant, leader designato di questa squadra orfana del trio Miami Wade Bosh e James oltre che di Dwight Howard e Kobe Bryant, con quest’ultimo a riprendersi dopo gli infortuni patiti nella stagione conclusa con la vittoria sui Celtics, fatica ad ingranare la marcia giusta, ma mette a referto 14 punti. Il fattore decisivo è chiaramente la lunghezza della rosa: al posto dei titolari Billups, Rose, Iguodala, Durant e Odom entrano giocatori del calibro di Gordon, Westbrook, Granger, Gay e Chandler, oltre a un ottimo Kevin Love, che in soli 13 minuti piazza 7 punti conditi da 10 rimbalzi.

Terzo e quarto periodo sono pura accademia e cifre da sistemare, per una partita chiusa sul 106-78, con migliori realizzatori Gordon (16) per gli USA e Bogdanovic (17) per i croati.

LE ALTRE: Negli altri gironi, la Serbia pur senza gli squalificati Krstic e Teodosic passeggia agevolmente sul materasso Angola, mentre l’altra protagonista della maxi rissa, la Grecia, è costretta a faticare le proverbiali sette camicie contro una Cina orfana di Yao, ma con un extra lusso Yi Jianlian, appena passato ai Wizards, autore di 26 punti e 14 rimbalzi.
All’ultimo respiro invece la vittoria dell’Australia, contro una sorprendente Giordania avanti per larghi tratti della gara: una schiacciata a rimbalzo in attacco di un dominante Maric apre al mini-allungo dei Canguri, trascinati dalle due torri Maric-Andersen (45 punti in due), ma la Giordania ha l’ultimo possesso per fare il colpaccio. Occasione sfumata su una gestione confusa dell’azione, collimata con una forzatura e con 3 tentativi non sfruttati a rimbalzo in attacco.
La Germania, senza il faro Nowitzki, arriva a un passo dall’upset contro la quotatissima Argentina degli NBA Delfino, Scola e Oberto: il trio gaucho realizza 58 punti sui 78 totali, ma i tedeschi rispondono con un ottimo Demond Greene da 20 punti e con il promettente Harris da Gonzaga University e il punteggio finale è 78-74 Argentina, figlio di un +14 nel terzo periodo.
Agevoli le vittorie dei padroni di casa della Turchia (86-47 alla Costa d’Avorio), della Slovenia (80-56 alla Tunisia) e del Brasile (81-65 contro l’Iran dell’NBA Haddadi): servono i punti di un inesauribile Monya (38′ in campo per 16 punti) e gli 11 assist di Ponkrashov per lanciare la Russia contro il Porto Rico di un travolgente Barea (25 punti) male assistito da un deludente Arroyo, fermo a 4 punti con 2/7 dal campo.
Sorpresa Libano (81-71) contro il Canada cui non basta la buona prestazione del portacolori dei Miami Heat (fresco di rinnovo) Joel Anthony, mentre è sfida tra grandi realizzatori tra Lituania e Nuova Zelanda: ai 37 di Penney rispondono i 27 di Linas Kleiza, futuro compagno di squadra del nostro Andrea Bargnani in maglia Toronto Raptors, coadiuvato dall’Armani Jeans Maciulis e dai 15 punti di Jankunas.

RISULTATI E CLASSIFICHE:

GR. A:

Australia-Giordania 76-75
Angola-Serbia 44-94
Germania-Argentina 74-78

Classifica: Serbia 1-0, Argentina 1-0, Australia 1-0, Giordania 0-1, Germania 0-1, Angola 0-1

GR. B:

Tunisia-Slovenia 56-80
Iran-Brasile 65-81
USA-Croazia 106-78

Classifica: USA 1-0, Slovenia 1-0, Brasile 1-0, Iran 0-1, Tunisia 0-1, Croazia 0-1

GR. C:

Grecia-Cina 89-81
Russia-Porto Rico 75-66
Costa d’Avorio-Turchia 47-86

Classifica: Turchia 1-0, Russia 1-0, Grecia 1-0, Cina 0-1, Porto Rico 0-1, Costa d’Avorio 0-1

GR. D:

Francia-Spagna 72-66
Nuova Zelanda-Lituania 79-92
Canada-Libano 71-81

Classifica: Lituania 1-0, Libano 1-0, Francia 1-0, Spagna 0-1, Canada 0-1, Nuova Zelanda 0-1

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