Basket: Bargnani guida la rincorsa dell’Italia

Altra vittoria convincente per l’Italia di coach Simone Pianigiani, trascinata da una prestazione totale del proprio leader realizzativo Andrea Bargnani. Il giocatore dei Toronto Raptors mette a referto 30 punti, suo massimo in carriera in maglia azzurra, dispensando ottime cose sia in attacco che in difesa, coadiuvato da un ottimo Marco Belinelli, sempre più uomo-squadra e sempre meno propenso a forzature e tiri “ignoranti”, prerogativa del suo gioco negli anni di gestione Recalcati. Attacco nettamente migliorato, sia per fluidità di manovra che per varietà di soluzioni adottate, mentre ancora da rivedere i meccanismi difensivi: troppi i punti concessi ad una squadra non irresistibile come la Lettonia.

La Lettonia resta in partita solo nelle fasi iniziali, quando due falli precoci di Maestranzi segnano l’inerzia in favore dei Baltici, che vivono delle fiammate dei propri esterni Strelnieks e Bankevics. L’Italia si riprende grazie ad una striscia di canestri di Andrea Bargnani: il numero 7 si prende sulle spalle tutte le iniziali responsabilità, forzando anche qualche conclusione, ma sfruttando al meglio la propria fisicità. La difesa lettone non riesce a proporre adeguate contromisure: Zakis è troppo lento e subisce il primo passo sulla linea di fondo, mentre Berzins è troppo leggero e molto scoordinato.

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L’Italia allunga seguendo il proprio miglior giocatore: dopo i patimenti delle passate partite, anche il tiro dalla lunga distanza inizia a produrre dividendi positivi, con Carraretto e Mordente che infilano due triple ciascuno ampliando il margine sopra la doppia cifra di vantaggio. Gli innesti di Giachetti (per un Tony Maestranzi sottotono e limitato dai falli) e di Mancinelli (per Gigli abbastanza fuori partita) portano maggiore vivacità e dinamismo: il play della Lottomatica entra subito a referto con un palleggio arresto e tiro, mentre l’ala dell’Armani Jeans irride dal post basso la difesa avversaria, alternando soluzioni centrali a lezioni autentiche di piede perno e canestro mano sinistra.

Il vantaggio arriva attorno ai 20 punti, con Belinelli, Gigli e Ress che puntellano l’arco dei 6.25: il 25% delle prime gare è dimenticato e per lunghi tratti di gara la media dai 3 punti supera addirittura il 50%. La Lettonia in bambola perde la testa e da qui fino al termine della gara assistiamo ad un continuo gioco di provocazioni e scorrettezze: Bargnani subisce un contatto durissimo da Berzins, limitando la reazione, Gigli si becca un tecnico dopo un diverbio in seguito ad un azione di gioco sotto canestro e da ambo le parti sono continue le proteste verso la terna arbitrale (con tecnico alla panchina lettone, finalizzato da Belinelli in lunetta), cui la partita sembra sfuggire di mano.

L’Italia, forse condizionata anche da una certa rilassatezza mentale, cala di rendimento: Belinelli perde qualche pallone di troppo, Bargnani appare stanco (è lui stesso nel quarto periodo a chiedere il cambio a coach Pianigiani per rifiatare qualche istante) e la zone-press della Lettonia fa male ai nostri portatori di palla. In chiusura di terzo periodo i baltici piazzano un parziale di 11-0 che li riporta da -21 (82-61 con 2 liberi di Crosariol) fino a -10 (82-72 con tripla di uno spento Kuksis), con Bertans dalla panchina a portare energia e velocità al gioco: in particolare, l’Italia patisce il gioco dentro-fuori che porta Bargnani sui cambi difensivi. Il nostro lungo si trova preso in mezzo tra l’uscire sull’esterno per seguire il tiratore dopo il cambio e il rimanere a distanza per non farsi battere nell’uno contro uno.
Bertans, Strelnieks e Zakis fanno paura all’Italia, cui è provvidenziale l’interruzione per la sirena del terzo periodo: alla ripresa del gioco la musica è cambiata e Bargnani, Mordente e Giachetti riportano subito il margine in termini di maggior sicurezza.

La partita si incattivisce ulteriormente e a farne le spese, oltre che lo spettacolo per il paganti in quel di Bari, è l’allenatore della Lettonia: un pur positivo Kalve reagisce in maniera eccessiva ad un fallo fischiato a suo carico su un rimbalzo in attacco e la panchina della Lettonia esplode. Secondo tecnico per l’allenatore Bagatskis ed espulsione tra i fischi del pubblico italiano, che male ha digerito tutte le provocazioni subite nel corso della ripresa: 6 liberi che Jacopo Giachetti trasforma con freddezza, margine di nuovo intorno ai 15 punti e finale di gara in discesa, in cui l’unica preoccupazione azzurra è di rimpinguare il più possibile il bottino per sistemare una classifica che fino a qualche turno fa piangeva miseria.

Finisce 109-93, con l’Italia ora attesa alla definitiva prova di maturità prima con la Finlandia lunedì e poi con il Montenegro, per sperare in un secondo posto che potrebbe tenere accese ancora le speranze qualificazione.

Tabellino:

Italia-Lettonia 109-93

Ita:
Bargnani 30, Belinelli 19, Giachetti 18, Mordente 10, Mancinelli 8, Maestranzi 6, Carraretto 6, Ress 6, Gigli 4, Crosariol 2, Aradori, Vitali n.e.

Let:
Berzins 14, Bankevics 14, Bertans 13, Strelnieks 12, Zakis 11, Kalve 9, Kuksiks 7, Freimanis 4, Jeromanovs 4, Jurevicius 3, Selakovs 2.

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