Tour de France: Il Tourmalet incorona Contador

Si conclude tutto in un abbraccio, dopo km e km di fatica, di scatti, di allunghi, ma soprattutto di sguardi, intensi ed emozionati, intrisi di tutto ciò che rende mitico uno sport che nei tempi recenti tra doping, scandali, radioline e direttori sportivi, alla fine è tornato ad essere oggi ciò che è sempre stato: un duello, uno contro uno, in mezzo ad un corteo di tifosi anche troppo esagitati in certi frangenti, su una salita storica, resa ancor più epica da condizioni climatiche avverse. Nebbia e pioggia, con una macchia bianca e una macchia gialla a confrontarsi ad ogni singolo centimetro di una salita che misura 18.5km e che è stata negli anni teatro di tante battaglie, di tanti vincitori e di tanti, altrettanti, sconfitti.

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Oggi, almeno in linea di massima, hanno vinto tutti: all’arrivo a braccia alzate ha esultato Andy Schleck, che le ha provate tutte per superare il rivale, Alberto Contador, che ormai ha quindi le mani sul Tour e che ha dato l’impressione – questa volta sì – di essere davvero il più forte. Ha vinto, come detto, anche il ciclismo, che per una giornata vede spuntare fuori dalla nebbia un duello appassionante, in netta contraddizione con la noia che ha dominato in lungo e in largo tappa dopo tappa, eccezion fatta per il pavè e per le ormai arcinote crisi di Armstrong ed Evans.

Tappa iniziata con la consueta fuga, con protagonisti 7 corridori Flecha, Boasson Hagen, Koren, Kolobnev, Burghardt, Pauriol e Perez Moreno, il cui vantaggio aumenta subito fino a 7 minuti (con massimo vantaggio a 9’28”), mentre dietro Sastre prova a forzare aiutato dal compagno di squadra Konovalovas proprio nel momento in cui vi sono attimi di paura per una caduta a centro gruppo che vede coinvolto tra gli altri anche Samuel Sanchez. Il leader della Euskaltel-Euskadi lascia tutti con il fiato sospeso, rimanendo in terra per diversi secondi, dando l’impressione di aver perso i sensi: si rialzerà con escoriazioni distribuite sul lato destro del corpo e con dolori al costato, a collo e spalla e con evidenti difficoltà respiratorie. Intanto Contador veste i panni del fair player, fermando il gruppo in modo da permettere al trenino arancione di ricongiungersi in poco tempo.

Il tentativo di Sastre prosegue e sul Col de Marie Blanque, abbandonata la compagnia del proprio gregario, si lancia all’inseguimento dei battistrada, riuscendo però soltanto a colmare parzialmente il gap, portato a poco più di 1 minuto, non sufficiente quindi per poter ambire ad un ricongiungimento nella successiva discesa: con l’azzardo fallito dal portacolori della Cervelò, la corsa vive una fase di stasi. Il Soulor passa in cavalleria senza  che nè i battistrada nè gli inseguitori del gruppo accennino ad una qualsiasi forma di battaglia: tutti aspettano la fine, il mitico Col du Tourmalet, su cui si deciderà non solo il vincitore di tappa ma anche e soprattutto, con ogni probabilità, il vincitore del .
Andy Schleck deve tentare il tutto per tutto e mette alla frusta la propria squadra, con la tirata di Fabian Cancellara che riduce drasticamente il margine rimasto ai fuggitivi, ormai prossimi al riassorbimento nei ranghi del gruppo: davanti rimane solo il russo Kolobnev, con quasi 2′ di margine sul gruppo uomini di classifica. Si stacca Fuglsang, ultimo gregario Saxò Bank e si scatena la bagarre, con Andy Schleck che alla prima pendenza ostica forza il ritmo per sfiancare subito Contador. Lo spagnolo è l’unico a resistere al forcing del lussemburghese, mentre dietro Menchov appare in difficoltà e viene aiutato da un brillante Gesink e si vede per la prima volta nelle prime posizioni anche il ceco Roman Kreuziger, compagno di team del nostro Ivan Basso, anche oggi in difficoltà.

Schleck è incontenibile e imprime continue accelerazioni cui però Contador risponde con altrettanta prontezza ed efficacia: ogni tornante è condito da un gioco di sguardi, ruote che si sfiorano e parole che volano, forse di sfida, forse di accordo. Contador si mantiene in seconda posizione, tenendo costante la pressione sul rivale, affiancandolo ad ogni attacco e facendogli capire che non sarebbe mai riuscito a staccarlo: di contro, Schleck ci prova con continui cambi di ritmo sulle pendenze importanti, ma purtroppo per lui niente da fare.
La nebbia e la folla fanno da teatro e da scenario ad una possibile impresa che alla fine non si concretizza e anzi è proprio Contador a dare l’impressione di avere qualcosa in più, sferrando un attacco deciso a 3.7km dall’arrivo cui il lussemburghese non riesce a rispondere con immediatezza: di progressione Schleck riesce a ricongiungersi a Contador, i due si parlano e forse proprio qui si decide il destino di tappa e maglia. Tappa a Schleck e maglia a Contador, con i due che al termine della tappa si stringono la mano e si lasciano andare ad un lungo abbraccio, corredato da parole amichevoli, sorrisi e pacche sulle spalle.

Le Classifiche:

Tappa:

1. Andy Schleck – SAX – 5h 03′ 29″
2. Alberto Contador – AST – s.t.
3. Joaquin Rodriguez – KAT – +1’18”
4. Ryder Hesjedal – GRM – +1”27”
5. Samuel Sanchez – ESK – +1’32”
6. Denis Menchov – RAB – +1’40”
7. Robert Gesink – RAB – s.t.
8. Christopher Horner – RAD – +1’45”
9. Jurgen Van den Broeck – LOT – +1’48”
10. Roman Kreuziger – LIQ – +2’14”

Generale:

1. Alberto Contador – AST – 83h 32′ 39″
2. Andy Schleck – SAX – +8”
3. Samuel Sanchez – ESK – +3’32”
4. Denis Menchov – RAB – +3’53”
5. Jurgen Van den Broeck – LOT – +5’27”
6. Robert Gesink – RAB – +6’41”
7. Joaquin Rodriguez – KAT – +7’03”
8. Ryder Hesjedal – GRM – +9’18”
9. Roman Kreuziger – LIQ – +10’12”
10. Christopher Horner – RAD – +10’37”

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