Golf: Oosthuizen prende il largo nel British Open, il vento grande protagonista di giornata

Dopo un primo giro con score molto bassi, grazie alle insolitamente favorevoli condizioni climatiche, l’Old Course di torna a ruggire. Con il classico tempo scozzese fatto di scrosci di pioggia e vento fortissimo il campo più antico del mondo, datato 1552, si è rivelato un osso particolarmente duro anche per gli ipertecnologizzati giocatori di oggi: sono infatti stati solo 9 gli score sotto i 70 colpi registrati nel secondo giro del , ottenuti per di più al mattino, quando il vento non aveva ancora raggiunto un’intensità tale da dover sospendere il gioco, come avvenuto nel pomeriggio.

A soffrire particolarmente il vento è stato il leader del primo giro, Rory McIlroy, autore del record nel campo con 63 colpi nelle prime18 buche ma precipitato in 38° posizione a causa di un disastroso 80. Il giovane nordirlandese sembra oramai tagliato fuori dalla lotta per il titolo, ma vista la giovane età, 21 anni, ed il talento che sta dimostrando, avrà sicuramente modo ne prossimo futuro di iscrivere il proprio nome sul trofeo di almeno uno dei 4 major.

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Sfruttando la debacle di McIlroy e l’ottimo orario di partenza, l’outsider sudafricano si è quindi portato in prima posizione nel terzo major stagionale grazie ad un eccellente 67; il 28enne di Mossel Bay, con all’attivo solo una vittoria sul Tour Europeo e 5 sul Sunshine Tour Africano, sta dimostrando una inaspettata solidità di gioco ed una regolarità invidiabile, che gli ha permesso di segnare solo tre bogey nelle prime due giornate di gara. Grazie ai due score di 65 e 67 colpi Oosthuizen ha 5 colpi di vantaggio sul più immediato inseguitore, un margine netto ma assolutamente non di sicurezza, vista anche l’inabitudine del sudafricano a frequentare le posizioni di vertice in un major.

In seconda solitaria posizione un redivivo Mark Calcavecchia, 50enne americano di origini italiane già vincitore del British Open nel lontano 1989 a Troon, che sul percorso scozzese sembra aver ritrovato lo smalto degli anni migliori facendo seguire al discreto 70 del giro d’apertura un ottimo 67 nel secondo.

Se ai primi due posti troviamo due outsider, in terza posizione fanno capolino due dei grandi favoriti della vigilia, gli inglesi Paul Casey e Lee Westwood, che hanno mostrato al folto pubblico britannico colpi di gran classe alternati però ad errori abbastanza marchiani: se saranno capaci di innestare la giusta marcia, i due forti alfieri della perfida albione potranno sicuramente cullare sogni di gloria. Appaiati ai due inglesi in terza posizione troviamo lo spagnolo Alejandro Canizares, reduce dal recente secondo posto all’Open di Francia, e la vera rivelazione del torneo: il dilettante coreano Jon Jeong, recente vincitore del British Amateur Championship ed ennesimo prodotto della scuola coreana, che dopo aver invaso le classifiche dei tornei femminili sta iniziando a scalare anche quelle maschili.

Giornata tutto sommato positiva per , autore di un 73 nel ventosissimo pomeriggio, con cui l’asso americano si è portato in 14° posizione ad 8 colpi dal leader; nonostante un gioco tutt’altro che preciso Tiger sembra poter dire la sua nel finale di gara.

Brutte notizie per i colori azzurri, con che non ha passato il taglio, mentre il fratello Edoardo, vincitore dello Scottish Open, arranca in 56° posizione.

La classifica dei migliori al termine del 2° giro

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